Titi...la vita e'un pizzicotto

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Utente: Isiltarion
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lunedì, 23 febbraio 2009

La gran ciofecata di Benjamin Bottone!

Benjamin ButtonProprio così: durante la mia seconda permanenza a Zurigo, ci siamo infilati in un cinema svizzero dove spacciavano film in lingua originale...
"Oh, perbacco" ha pensato la sottoscritta, "la storia di una vita vissuta al contrario! Un film candidato per ben 13 premi Oscar! Devo vederlo!".

E così è stato... ne conservo ancora il trauma!
Non mi dilungherò in una lunga, accorata, incazzosa recensione... perchè credo di aver trovato quella che meglio racchiude tutto quello che c'è da dire, basta cliccare
qui.

Credo ci siano modi ben più simpatici di spendere 166 minuti della propria vita!


Hasta luego




PS: per la cronaca, se dei 13 Oscar a cui era inspiegabilmente candidato... ne ha vinti solo 3.... (e già mi sembra un ladrocinio..), un motivo c'è.

Postato da: Isiltarion a 18:51 | link | commenti (2) |
cinema, recensione

lunedì, 28 luglio 2008

Da dove nasce il male?


Stanford Nel 1971 un gruppo di ricercatori americani decise di studiare il comportamento umano in situazioni estreme di suddivisione gerarchica di appartenenza.
L'equipe era diretta dal professor Philip Zimbardo, docente presso la Stanford University, seguace di alcune idee sul comportamento sociale sviluppate dal francese Gustave Le Bon.
L'esperimento consisteva nel suddividere 24 studenti volontari (selezionati dai docenti dopo alcuni test psicologici) in due gruppi, il primo con il ruolo di "guardie", il secondo con quello di "prigionieri".
Furono scelti esclusivamente componenti maschi, di ceto medio, tra i più equilibrati e maturi, persone che non avevano minimamente mostrato in passato segni di squilibrio, violenza o devianza.

Era vietata la violenza fisica, ma alle guardie era consentita la massima libertà per escogitare tecniche di controllo verso i prigionieri.
Le condizioni igienico-sanitarie all'interno della prigione erano state organizzate calcando quelle presenti in moltissime carceri statunitensi, quindi i capelli vennero rasati ai detenuti, venne concessa loro una uniforme numerata (i numeri erano l'unico segno di riconoscimento all'interno del carcere), uno spazio ridotto, una cella di isolamento per i più ribelli, un piccolo cortile per le ore "d'aria" quotidiane, una catena a una caviglia.

La durata prevista per l'esperimento era di 20 giorni; le prime ventiquattro ore trascorsero senza alcun imprevisto, ma il mattino seguente i prigionieri diedero atto ad una prima rivolta contro le guardie.
Questo episodio scatenò l'ira delle guardie, le quali - non potento usare la violenza nuda e cruda, come da contratto - iniziarono a reagire con tecniche psicologiche di umiliazione, vessazione e scherno, inasprendo i toni comunicativi all'interno del carcere.

Stanford2 Gli episodi di violenza psicologica si moltiplicarono a vista d'occhio, fu utilizzata la stanza di isolamento per i prigionieri più ribelli, furono istituiti lavori brutti ed avvilenti, sadismo e umiliazioni divennero aspetti quotidiani all'interno delle celle, sia tra guardie e prigionieri, che tra i prigionieri stessi.
Dopo trentasei ore un prigioniero dette segni di cedimento, iniziò ad avere crisi di pianto, d'ira, disturbi emotivi acuti, tra cui pensiero sconnesso e incontrollato.
La situazione che si era creata mostrava un inspiegabile e crescente sadismo da parte delle guardie (tra le quali una in particolare aveva assunto il ruolo di vero e proprio leader con potere decisionale)  verso i prigionieri, con conseguente senso di spersonalizzazione e di alienazione tra i detenuti: tutti iniziarono a percepire quegli avvenimenti non più come un gioco, ma come reali.
Dopo soli cinque giorni gli abusi si erano moltiplicati e con essi i tentativi di fuga/ribellione da parte dei prigionieri: nel cuore della notte le guardie erano convinte di essere monitorate meno dai ricercatori ed iniziarono a commettere veri e proprie violenze a carattere pornografico, per pura noia o sadismo.
L'esperimento venne interrotto il 20 Agosto 1971.

---------


dasexp1 Venerdì sera ho visto il film
The Experiment,  uscito nel 2001 e diretto da Oliver Hirschbiegel.
La prima parte della pellicola mostra piuttosto fedelmente gli avvenimenti verificatisi in occasione dell'esperimento carcerario di Stanford, aggiungendo però un finale assai più estremo di quello accaduto nella realtà.
Mi ha colpito molto riflettere sul fatto che ognuno di noi, anche la persona più mite e pacifica, messa in condizione di alienazione o di de-individuazione, possa sprigionare il male verso il prossimo non solo per mantenere controllo o gerarchia, ma anche e soprattutto per il piacere che tutto questo produce.
In alcuni contesti, l'essere umano fa qualcosa di assai insolito rispetto agli altri mammiferi: riversa il male volontariamente, senza motivo, per il puro gusto di farlo.
Il risultato è sempre lo stesso: l'annullamento dei più elementari diritti umani.

Per qualsiasi info sullo studio fatto in America, rimando al link
ufficiale dell'Eperimento di Stanford, corredato anche di interessanti immagini e resoconti.

Postato da: Isiltarion a 11:03 | link | commenti |
cinema, non lo sapevo, società, curiosità

lunedì, 18 febbraio 2008

PELICULAS PARA NO DORMIR

BalagueroChe la Spagna in questi anni stia vivendo un suo momento d'oro a quanto pare non è palese solo a livello politico-economico, ma anche cinematografico.
Davvero piacevole la scoperta da me fatta in questi giorni di una serie horror tutta spagnola, sulla scìa delle  ormai celebri serie americane Masters of Horror I e II.

Sulla Tv Spagnola, nel 1964, faceva la sua apparizione la serie dal titolo
Historias para no dormir (andata in onda fino al 1982!) cui il titolo della nuova serie, uscita nel 2006, strizza sicuramente l'occhio, ma la struttura di quella attuale segue perfettamente quella americana.

Anche in questo caso infatti abbiamo episodi distinti, ognuno diretto da un regista ispanico, della durata di circa un'ora e con contenuti prettamente horror con punte decisamente splatter.


Gli episodi della nuova serie sono 6, ovvero:


  • La Habitacion del nino, di Alex de la Iglesia (già noto ai più grazie ai film La Comunidad e Crimen Perfecto)

  • Para Entrar a Vivir, di Jaume Balaguerò (probabilmente il regista più noto tra quelli di questa serie, noto agli amanti del genere horror  per film come Nameless, Fragile, Darkness e di cui a breve vedremo il film [REC] in uscita nelle sale italiane proprio il 29 Febbraio)

  • Cuento di Navidad, di Paco Plaza (co-regista nel già citato [REC] con Balaguerò, più conosciuto in Spagna e meno noto al pubblico europeo, tra i suoi film cito Second Name)

  • Adivina quien soy, di Enrique Urbizu (da me completamente ignorato, ma ha all'attivo ben 9 pellicole per il pubblico spagnolo)

  • La Culpa, di Narciso Ibanez Serrador (uno dei registi più fecondi tra quelli elencati, scrittore e produttore di moltissimi film, oltre che attore di lunga data)

  • Regreso a Moira, di Mateo Gil (writer di alcuni dei celeberrimi film di Amenabar come Mare Dentro, Apri Gli Occhi, Thesis, sicuramente uno dei registi che mi icuriosisce di più alle prese con la regia di un film interamente horror)


habitacion_del_nino


Per ora la visione dei primi due episodi è stata una rivelazione: regia curata, plot intrecciati (ok, Balaguerò ha ancora qualche forzatura qua e là nella trama.. ma dati i suoi precedenti film, credo di poter affermare che sia una sua costante, oramai), attori a me ignoti ma bravissimi, insomma,

un assaggio in pillole di sano ottimo horror!
Speriamo continui così

Buona visione









Postato da: Isiltarion a 11:56 | link | commenti (6) |
cinema, recensione, curiosità

venerdì, 21 dicembre 2007

Caro Tim Burton,

tra i tuoi film ce ne sono molti che mi hanno emozionato, che mi sono davvero piaciuti; altri che sono stati gradevoli, impeccabili e curati nella fotografia/regia, simpaticissimi da guardare e che - a modo loro - hanno comunque segnato un certo modo di fare cinema.

big fish
Un cinema spesso metaforico, profondo ed (o)scuro il tuo, ma che non perde mai l'occasione di ironizzare sulla vita (e su sè stesso), di far ridere (o sorridere), anche quando mostra inquietudine ed emarginazione; e così noi possiamo sognare, farci cullare dai colori della fotografia, dalle musiche, per entrare in un altro universo e poi... uscirne con qualche lacrima agli occhi, la mente che frulla pensieri su pensieri e nel cuore la sensazione che qualcosa ci ha arricchito.

A partire dal lontano 1990, con Edward mani di forbice (avevo 11 anni quando lo vidi e mi colpì tantissimo!),
fino ai giorni nostri, nel 2003 con Big Fish
o nel 2005, con La sposa cadavere.
Essì, questi potrei metterli nella mia personalissima top-ten, lo sai!

Ma l'elenco è lungo ed estremamente eterogeneo, vero Tim?
A volte ti è andata meglio.. a volte ti è andata peggio
Basti pensare a Batman nel 1989,
Batman Returns
nel 1992,
La Leggenda di Sleepy Hollow nel 1999,
Il Pianeta delle scimmie nel 2001,
o ancora La fabbrica di cioccolato nel 2005.

Non solo, ho apprezzato tantissimo anche quanto hai ideato e prodotto
quel capolavoro (oggi mi sento più buona) di animazione dark che fu Nightmare Before Christmas,
nel - sempre lontano - 1993.

Jack_NightmareBeforeChristmas
Allora, caro Tim, volevo ringraziarti di cuore.
Perchè io mi ero già rassegnata al fatto che anche quest'anno, per Natale, sarebbero usciti nelle sale del mio paese solo i soliti film-spazzatura, quelli che ci ripropinano sempre qui in Italia, film scadenti, bruttissimi, ma che fanno un sacco di soldi perchè tutti i ragazzetti (e non) riempono le sale dopo il panettone del pranzo di Natale, quando è tutto chiuso e non si sa dove andare con gli amici.

Invece oggi ho scoperto che il tuo nuovo film,
Sweeney Todd: The Demon Barber od Fleet Street
(Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street, per intenderci)

uscirà questo Natale


Non so se anche nel mio paese lo potremmo vedere a Dicembre o se arriverà dopo, in entrambi casi sono felice, perchè mi piacerebbe proprio tanto tanto, vedere un bel film; ultimamente è da un po' che non mi succede...
Anzi, sai cosa ti dico? Anche se questo film me l'hai fatto un po' mediocre o addirittura bruttino, sono ugualmente serena:
a Natale - in questo mondo - non escono solo i film dei Vanzina, perbacco!



Detto ciò,
Buon Natale anche a te,
e soprattutto buon lavoro.


Titi

PS: ah dimenticavo, il Buon Natale non è mica rivolto solo a Tim,  anzi..


Buon_Natale_in_tutte_le_lingue



Postato da: Isiltarion a 10:54 | link | commenti (7) |
cinema, spettacolo, curiosità

lunedì, 05 novembre 2007

Correggio-Zurigo (e Monte Fiocca)


Nell'arco di 10 giorni di cose ne sono successe...
il weekend scorso ho mangiato - per la prima volta nella mia vita -
come ospite di una famiglia vietnamita (zona Correggio), assaggiando rigorosamente SOLO piatti vietnamiti (indimenticabile il "pho", una zuppa buonissima con polpine di carne e verdure, e poi quel frutto assurdo - dal nome impronunciabile - simile ad un pompelmo, ma assai più dolce e delicato: SLURP! )

Il_Pho


      















Il giorno dopo... via in quel di Zurigo!

Città grande, ben organizzata e persino (l'ultimo giorno) illuminata dal sole!
Però una cosa, sempre sentita dire, la devo confermare: è davvero costosetta la Svizzera .
Capperi, quando si prenota un albergo a Zurigo.. devi aggiungere la colazione, il parcheggio giornaliero (non esistono vie in città, anche periferiche, dove parcheggiare..esistono però colossali parcheggi sparsi ovunque e - ovviamente - a pagamento 24h su 24), il tram... e poi tutto il resto.
La domenica poi... io mi lamentavo di Pisa.. ma vedere TUTTO chiuso (inclusi bar e cafè!) fino a sera (quando qualche ristorante ha aperto), proprio non me lo aspettavo..
Che dire, ottima per un weekend...
da non perdere il parco lungo il lago, con il Giardino Cinese!

Zurigo_ByNight

Infine ieri...
sì, proprio ieri (domenica), complice un sole meraviglioso, una temperatura quasi primaverile, la voglia di fare una bella trekkingata...
il Monte Fiocca è stata la meta.
Panorama mozziafiato, tramonto visto dal crinale dai colori indescrivibili (il giallo oro permeava tutto.. anche i prati), la vegetazione autunnale che splendeva di cromatismi tra l'ambra ed il rosso, e poi loro..
le sempre meravigliose Apuane.

Monte_Fiocca

In Fede e Verità
Titi

Ah, dimenticavo... sabato sera ho visto La Terza Madre, l'ultimo film di Dario Argento, e ne sono rimasta davvero delusa.
Dico io, visto che i due episodi da un'ora (quelli di Masters of Horror, andati in onda in America) erano sostanzialmente carini, ben fatti, ed avevano anche avuto successo...
perchè fare un film intero di un'ora e mezza, annacquando le uniche 2 o 3 idee sensate, e condendole a mala pena con qualche sana tetta per rialzare l'attenzione?
Le scene splatter (eh eh), mi sono piaciute, ma nel complesso... arrivata alla scena finale, c'è scappata la risata collettiva.
Quella del " che cavolata...", per intenderci



Postato da: Isiltarion a 12:26 | link | commenti (2) |
cinema, amici, montagna, trekking, escursionismo, buonumore, apuane

lunedì, 23 luglio 2007

(good)Movie & (good)Porno


Allora, la mia riflessione è la seguente.

327_1Tutto parte dal presupposto che adoro il cinema, mi piacciono i film d'autore, quelli di produzioni indipendenti, i cortomentraggi, insomma sono estremamente "onnivora" in ambito cinematografico e spazio moltissimo anche tra i "generi".
Alla fatidica domanda "film preferito?" piombo nel caos mentale e psicofisico più assoluto. Sono troppi... o meglio dipende... alcuni titoli lo sono stati, poi è trascorso del tempo (si sono modificati i miei gusti) ed ora non lo sono più... altri ancora mi hanno colpito per determinati aspetti...
Però, è vero anche che vi sono dei registi che apprezzo moltissimo  e che più di una volta hanno saputo veramente emozionarmi, trasmettermi qualcosa (da Lynch a Von Trier, da Guillermo del Toro ad Amenabar, da Antonioni a Miike).


9-songs-poster-0 Alla luce di tutto ciò - quindi - mi rendo conto di quanto sia raro trovare nella cinematografia "ufficiale" o (perchè no) "d'autore", un film dove la sessualità ed il sesso siano non solo il soggetto principale, ma siano supportati anche da una regia accurata, da una buona sceneggiatura, da montaggio-colonna sonora validi e soprattutto dove la vicenda non trasudi banalità, la solita prevedibilità o - peggio ancora - noia.
I film così sono davvero rarissimi...pochi: quelli che ho adocchiato potrei contarli sulla punta delle dita.
Così su una sedia, mi vengono in mente Lucìa y el Sexo, di Julio Medem (già affermatosi con il bellissimo e surreale Tierra), oppure Nine songs, di Michael Winterbottom (di cui non scorderò mail il BELLISSIMO Codice 46), Shortbus, di J. Cameron Mitchell, forse forse anche Baise-Moi di Virginie Despentes (anche se quest'ultimo rispetto ai primi due già perde un po') e poi... il baratro.

ci_shortbus1 Insomma, il mio appello è il seguente:
quali sono i film dove il sesso sia mostrato DAVVERO per quello che è nella vita (passione, violenza, amore, perversione etc etc), dove gli attori e le vicende ESISTANO, dove esista ANCHE una regia ed un montaggio, insomma qualcosa che possa essere definito "FILM" ?

Perchè alla fine quando le immagini di sesso sono molto esplicite come dicevo, tutto diventa automaticamente Porno: storia inesistente, minuti e minuti di primi piani sui soliti 2/3 particolari (che dopo 20 minuti diventano se non altro "prevedibili" ), regia-montaggio-colonna sonora optional sporadici ( e se c'è l'uno, manca l'altro ovviamente), "attori" improbabili.
E il porno  (si vede che ho sbiriciato il blog di Schlitze poco fa!) siccome tende a non variare molto, dopo un po' o fa ridere, o annoia: troppo scontato (anche perchè a pensarci bene, persino un "buon porno" credo sia non troppo comune).


Bando alle ciance:

A.A.A. bel film erotico, esplicito ma non banale, cercasi!

Postato da: Isiltarion a 09:47 | link | commenti (13) |
cinema, erotismo, secondo me

giovedì, 15 marzo 2007

VADE RETRO.......... DER TODESKING!

der Ebbene sì, stavolta è mia intenzione preservare l'umanità sana di mente (ma anche quella dalla scarsa materia  grigia) dalla visione del film in oggetto, proprio per evitare il contagio di una terribile noia mortale, dall'effetto repentino.

Lo definiscono film horror... ma per me è stata una passione, un po' come una via crucis con nonni e parenti a seguito, per intenderci

Diretto dal tedesco  Jorg Buttgereit  - forse già noto agli amanti del genere per il celebre Nekromantik -   e prodotto nel 1989, Der Todesking ha messo a dura prova le nostre speranzose attenzioni per ben 74 minuti (e se la cosa ha destato tanta sofferenza in soli 74 minuti, lascio immaginare che capolavoro possa essere...).
La trama? 7 episodi, ognuno con protagonosta "la morte", sotto varie forme.
Stop, tutto qui.

Trama interessante? Sì, poteva esserlo in effetti....
peccato però che il nostro amico Jorg non sia riuscito molto a renderla per il meglio.... anzi, diciamo pure che non l'ha resa affatto

der todesking Poca originalità, tanta lentezza, una regia statica e senza personalità, scarsità perfino di scene splatter (che magari avrebbero movimentato un po' la scena), personaggi improbabili e dialoghi pesanti....
che dire?

Dopo tante piacevoli visioni da me documentate in questo mio angolino virtuale, ecco una
antirecensione in piena regola


Buona (anti)visione, dunque!


Titi

Postato da: Isiltarion a 00:50 | link | commenti (3) |
cinema, recensione

giovedì, 01 febbraio 2007

PanIl Labirinto del Fauno:
finalmente un film veramente bello.
Sotto ogni punto di vista....

Ciò che Lady in the Water tentava vanamente di raggiungere, il Labirinto del Fauno l'ha realizzato pienamente; un film onirico, forte, impeccabile nella sceneggiatura così come nella regia,
da cui emerege un Guillermo del Toro nel pieno delle sue energie e capacità.

Pan2 Sì..
era veramente da molto che non mi lasciavo attraversare l'anima da immagini tanto evocative.


Titi

Postato da: Isiltarion a 19:38 | link | commenti |
cinema, recensione

giovedì, 25 gennaio 2007

The Science of sleep di M. Gondry


Gondry Questo è il titolo orginale del film attualmente nelle sale italiane, divenuto magicamente per noi L'arte del sogno, a conferma del fatto che -probabilmente- per la nostra società la scienza si è magicamente trasformata in qualcosa di bizzarro, a tratti interpretabile e opinabile...insomma, arte.
Orbene, l'impatto inziale è stato subito problematico: al mio arrivo davanti al cinema, il pubblico che usciva dallo spettacolo precedente sembrava aver visto l'ultima edizione di
Via col vento poichè moltissimi ragazzi e ragazze piangevano, mentre altri sembravano visibilmente scossi.

Il film nella prima parte si presenta sostanzialmente interessante: il mondo dei sogni è realmente visto con occhi scientifici - come dimostrano i numerosi riferimenti Freudiani - e il nostro protagonista fonde da subito le esperienze reali con quelle vissute nel suo immaginario, durante il sonno.
La fotografia  è ben curata e i tocchi di originalità non mancano: il mondo dei sogni viene osservato da un punto di vista insolito, ovvero quello di una "telecamera" (una sorta di occhio scrutatore) piazzata all'interno del cervello del protagonista,luogo dove un intraprendente alter-ego emerge - come un regista - proprio durante i sogni del ragazzo.

Il protagonista, Stephane, splendidamente interpretato da Gael Garcia Bernal (già noto al pubblico del grande schermo con
I Diari della Motocicletta e La mala educacion),torna in Francia dove la madre ha trovato per lui un impiego come grafico nella stampa di calendari, ma il povero Stephane si ritroverà ben presto a gestire un lavoro assai monotono, contornato da colleghi pienamente collocabili nel limbo tra normalità e follia, i quali più volte entreranno nei suoi sogni per essere così comandati a bacchetta.
A sconvolgere questa sua monotona esistenza sarà una nuova vicina di casa, altrettanto ben interpretata da Charlotte Gainsbourg (per me una splendida Jane Eyre), una ragazza dolce e creativa, contornata da insicurezze ma anche dalla incredibile capacità di ascoltare.

Gondry2 Orbene, nonostante la fotografia ben curata, la magia con cui i primi sogni irrompono sullo schermo, la capacità di mostrare anche i più piccoli dettagli e la delicatezza che può scaturire quando due esseri umani - seppur per un istante - si osservano nel profondo, nonostante tutto...il film non convince.
Si alternano questi momenti ad altri estremamente sotto tono, scontati, dove è proprio la sceneggiatura a venire a mancare e l'originalità iniziale vacilla trasformandosi - alla lunga - in cosa trita e ritrita.
Non accade nulla di più, se non un allontanamento dei due personaggi, e questo senso di incompletezza si riversa come un torrente nel finale: anch'esso a mio parere non molto sensato, quasi inutile, oltre che privo di interesse persino da un punto di vista registico.
Le riprese terminano, le luci si riaccendono, esco dalla sala...e rimango piuttosto stupita e confusa: se pongo sui piatti di una bilancia i momenti a me piaciuti e quelli invece poco apprezzati, probabilmente nell'insieme sì, il film merita una visione, trasmette qualcosa.
Ma per chi, come me, aveva assaporato a pieno la completezza e lo splendore del precedente lavoro di Gondry, ovvero Eternal Sunshine of a Spotless Mind (in italiano inspiegabilmente tradotto con la formuletta quasi canticchiabile  Se mi lasci ti cancello), questo film non va oltre, non appaga.

Non ti scoraggiare Gondry...

le premesse sono ancora buone




Titi

Postato da: Isiltarion a 13:01 | link | commenti |
cinema, recensione

domenica, 23 aprile 2006

ahhhhhhhhhhh! Credo di aver capito l'origine della mia passione verso i film horror...
oggi, mentre parlavo con alcuni amici,
ho ricordato una canzoncina per bambini che avevo imparato alle elementari, all'età di 7/8 anni.
Son tornata a casa incuriosita, orbene... l'ho trovata su Internet e sembra anche diffusa...

eccola qua

"La canzone del fantasma della zia Gioconda"


Era una notte e pioveva a catinelle
io me ne andavo senza le bretelle
quando ad un tratto vidi un cimitero
com’era buio, oh com’era nero!

E saltellando poi di tomba in tomba,
vidi una bionda mamma mia che bionda:
era il fantasma della zia Gioconda
che ripuliva la sua tomba nera e fonda.

I vermicelli freschi di giornata
se li mangiava insieme all’insalata
  e il gatto nero re del comitero,
com’era brutt, oh com’era nero![micio,porello!]

E questa storia non ha significato,
è come fare il vino col bucato
è come dire buonanotte al muro
e lavarsi i piedi col cianuro...

e lavarsi i piedi col cianuro...
e lavarsi i piedi col cia-nu -eh!-rooo

azzurrina

Postato da: Isiltarion a 23:19 | link | commenti (6) |
musica, cinema, buonumore