Che cosa si combina di bello quando l'influenza e il raffreddore hanno deciso di
non mollarti nemmeno un secondo durante il weekend?
Semplice, si cucinano i biscottini all'orzo, farciti con marmellata di more e miele
Proprio così, quest'oggi il risveglio è stato "intenso": poggiato il piede a terra, ho iniziato con il mio primo "etciù" della giornata, e così ho proseguito imperterrita sino ad ora.
I sintomi c'erano tutti (brividini, starnuti continui, mal di testa, debolezza, gola arrossata e via dicendo), mancava "solo" la febbre, e quindi non ho goduto del solicchio che ha colorato Pisa quest'oggi, bensì ho sperimentato un po' in cucina.
Dunque, i biscottini in questione hanno nel loro impasto la farina d'orzo e sono semplicissimi (oltre che buonissimi), ecco qua una parte del bottino di guerra:

Stavolta ho deciso di non farcirli tutti, ma di lasciarne un po' senza niente... semplici semplici per la colazione o uno spuntino 

La ricetta è veramente banale... la riporto fedelmente per tutti gli influenzati che - come me - non vedono l'ora di sentir spuntare quell'odorino meraviglioso stando accovacciati e speranzosi davanti al forno (caldo) acceso.
Ingredienti
400g di farina (di cui almeno 150g d'orzo, io in questa occasione ho fatto addirittura metà d'orzo e metà di tipo "0")
15g di lievito vanigliato
150g di zucchero
125g di burro
2 uova
la scorza e il succo di un limone
Procedimento: versare in una ciotola la farina e unire il lievito, lo zucchero, il burro a tocchettini, le uova e la scorza di limone con il suo succo.
Mescolare con un mestolo di legno e poi impastare con le mani tutti gli ingredienti, finchè i tocchetti di burro non saranno completamente fusi e l'impasto risulterà omogeneo.
Coprire il tutto con la pellicola trasparente e mettere in frigo per 30 minuti.
Trascorso il tempo necessario estrarre l'impasto, stenderlo con un mattarello fino all'altezza di mezzo centimetro e dare ai biscotti la forma desiderata (con l'indice fare un piccolo incavo per la farcitura, stendendo un velo di marmellata o miele a piacimento).
Infornare a 180° per 10 minuti (NON OLTRE! Anche se sembrano poco cotti o morbidi vanno tolti ugualmente dal fuoco e messi a raffreddare: quando saranno freddi, la consistenza sarà perfetta
)
In fede e verità
Titi
Sushi&Sashimi
Ma che piacevole scoperta! A quanto pare anche a Pisa - finalmente - c'è un angolino dove mangiare sushi in qualsiasi momento, a prezzi fattibili.
Essì, perchè ieri quando siamo entrati al solito cinese vicino casa (il Ni-hao, per intenderci), con nostro stupore abbiamo notato una saletta tutta nuova, arredata con cura, posizionata sulla destra.

La novità? Oltre al normale menù cinese, in quella saletta si possono ordinare piatti giapponesi a base di pesce, verdure e carne.
I prezzi, considerato che il cuoco è giappo-doc, che il pesce è freschissimo e che le porzioni sono decisamente "oneste" (basta provare a prendere una zuppa tipo Ramen per vedersi portare una ciotolona ricolma di verdure, carne e spaghettini), mi sono sembrati fattibili.
Insomma, per tutti gli amanti di sushi&sashimi,
Buon appetito!


PS: per la cronaca, si possono degustare zuppe da 6 euri, mix di sushi da 6 a 9 euri (con minimo 6 pezzi), e per i più golosi (tipo me), con 13-16 euri, un vassoio con 14 sushi misti (ovviamente da condividere in compagnia). Se poi si vuole stare attenti al portafoglio, ma uscire belli pieni, si possono sempre ordinare dei primi cinesi a poco più di 2 eurozzi, e il gioco è fatto 
2PS: sabato è stato un giorno molto intenso per me. Cara Sara, mi hai regalato delle emozioni fortissime.. il tuo matrimonio è uno di quei momenti in cui - una volta tanto - è stato un evento meraviglioso a ricordarmi che il tempo passa, attimo per attimo e che gli affetti - al di là di riti, usanze, regole e società - sono ciò che conta veramente. Non scriverò altro qui.. spero di abbracciarti forte di persona, ancora una volta, e ti auguro di cuore tutta la felicità di questo mondo.
La Pappa Più Buona
Una padellina antiaderente:
uno spicchio d'aglio tritato bene bene,

basilico fresco e - dopo qualche istante - si aggiungono

i pomodorini pachino maturi a tocchetti.

Un pizzico di sale e - quando le pennette (ma anche i fusilli vanno benone!) saranno ultimate - si scolano e si saltano in padella, assieme al sugo.
Prima di servire, una manciata di tocchettini di mozzarella fresca (e qualche foglia di basilco a piacere).

Il tocco (tutto mio): qualche oliva nera denocciolata a rondelle e una bella spolverata di semi di sesamo neri sulla mozzarella filante: fanno bene (incredibile ma vero, sono assai proteici e nutrienti, utilizzatissimi anche nelle giappo-ricette) ma soprattutto sono TROPPO BUONI
PS: Per i più tradizionalisti o semplicemente per i non amanti degli ingredienti esotici (al posto dei semi di sesamo) i pinoli fanno sempre la loro onorevole figura
Tempi di preparazione?!
11 minuti di cottura le penne
circa 8/10 minuti di cottura il sughetto.
Fatti in contemporanea sono un pranzo coi fiocchi senza sprechi di tempo.

E' inutile, voto ancora la mozione che le cose più semplici - gira e rigira - siano anche quelle più buone.
Zan zan!
Troppo buoni i CANEDERLI.....per non condividerli:)
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Ingredienti per 4 persone (8 Knödel):
250 grammi di pane raffermo. Si usa pane bianco (panini, rosette con la crosta) tagliato a dadini di circa mezzo cm di lato.
150 grammi di Speck dell’Alto Adige con la sua parte di grasso, tagliato a dadini fini di 2-3 mm di lato, tenendo presente che se sono troppo grossi compromettono la tenuta del Knödel
2 uova
1/4 di latte
1 cucchiaio di cipolla, tritata finemente
1 cucchiaio di burro
2 cucchiai di prezzemolo tritato
1 cucchiaio di erba cipollina tritata
farina, la minor quantità possibile, non oltre 30 grammi
sale e pepe
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Rosolare la cipolla nel burro ed aggiungere lo Speck. Mescolare cipolla e Speck in un recipiente con il pane. Sbattere le uova, aggiungere il latte, il prezzemolo e l'erba cipollina. Pepare e salare con moderazione stante la presenza dello Speck. Mescolare con cautela l'impasto e lasciare riposare per 15 minuti o poco più. Aggiungere un po' di farina; la quantità deve variare a seconda della consistenza del pane bagnato e può essere valutato nella giusta misura solo con l'esperienza; in genere uno o due cucchiai di farina devono essere sufficienti. La farina può essere ulteriormente diminuita e persino eliminata, specialmente se si usa latte caldo.
Formare con le mani i Knödel nella forma di palle di diametro di circa 5-6 cm. Sia in questa fase che nella precedente è importante che il pane venga lavorato con delicatezza in modo che non si spiaccichi ma conservi la sua struttura porosa. Il Knödel non deve essere né asciutto né molle. Se è troppo molle, non rassodare con farina ma con il pangrattato.
Il Knödel (anche quello da servire poi in brodo) va messo in acqua salata bollente e poi cotto per 15 minuti circa al minimo bollore.
Itadakimasu!!