Titi...la vita e'un pizzicotto

Pensieri,immagini e parole:et in arcadia ego

Eccomi

Utente: Isiltarion
Nome: Ivana (per gli amici Titi!)
Yep, adoro la vita per mille..molteplici aspetti. Colori, profumi, arte e cultura...

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Alpi Apuane a 360°

Feeds

Prizee : Giochi Gratuiti e Regali!

  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

domenica, 11 ottobre 2009

Stranezze Made in Swiss


Dopo quasi otto mesi di emigrazione in quel di Zurigo, ho deciso di iniziare a riassumere tutte quelle abitudini, azioni o semplicemente situazioni che ho trovato piuttosto bizzarre, lontane dalla mia persona e modo di essere.
Tutti quei casi insomma, dove la sottoscritta si è trovata a pensare "ma che diavolo fa?".
Ovviamente, chiunque abbia vissuto momenti analoghi o si sia ritrovato spettatore di fatti bizzarri qui in Svizzera, è ufficialmente invitato a partecipare, aggiungendo commenti ed aneddoti.
E quindi.. cominciamo.


Postato da: Isiltarion a 14:14 | link | commenti |
curiosità, buonumore

martedì, 03 febbraio 2009

SVIZZERA-ITALIA, 1 a 0


homerInizio della Sventura:
Venerdì 30 Gennaio vado alla Stazione Centrale di Pisa felice e contenta: avevo acquistato online i biglietti per il treno Firenze-Zurigo e quelli per il ritorno.. dovevo quindi  acquistare solo il biglietto per Firenze, dove avrei avuto la coincidenza per la Repubblica Elvetica.
Sfiga vuole che, correndo come una pazza al binario dove il treno era in partenza, dopo essere salita al volo sul suddetto vagone attraversando una folla disumana, mi ritrovo la borsa aperta e il portafoglio scomparso.

Tragedia greca (in 4 atti)

1° Atto: arrivo a Firenze, denuncio subito lo smarrimento, riesco a parlare telefonicamente con la polizia ferroviaria di Pisa: sono la 3° persona a cui è accaduta una cosa del genere. Ci sono degli zingarelli che ultimamente si approfittano della ressa che si crea all'entrata del vagone (quando la gente è pressata con valige e borse, e pensa solo a riuscire a salire) per rubare nelle borse... alè.
A Firenze faccio subito la denuncia di smarrimento e scopro, con mia gioia, che il treno prenotato online è soppresso da un mese (ma sul sito era disponibile e  acquistabile! Mah..): non potrò andare a Zurigo, anche perchè - mi dicono- non potrei girare per la svizzera senza documenti e con solo con la denuncia.
Altra sorpresa, non è previsto un rimborso per il treno soppresso...e anche se le ferrovie svizzere assicurano che io potrei prendere qualsiasi altro treno per andare a Zurigo, perchè quel biglietto copre anche eventuali sostituzioni, niente da fare. Rimango in Italia.

2° Atto:
Dopo pianti e lacrime, medito una fuga: prendo il treno per Milano, recupero una vecchia fotocopia firmata che avevo della (ormai smarrita) carta di identità, prendo la denuncia fatta e arrivo fino alla dogana Svizzera. O la va, o la spacca.
Qui non solo mi dicono che posso entrare e circolare, perchè hanno accettato il patto per la libera circolazione, ma che potrò anche stare finchè voglio (proprio come nel resto d'Europa).
Arrivata quindi a Zurigo, il giorno dopo, vado alle ferrovie elvetiche (SBB), dove si scusano per la mancata partenza del treno internazionale per Zurigo e in meno di 5 minuti rimborsano interamente il biglietto direttamente sulla carta di credito

3° Atto:
Il weekend trascorre divinamente, tanta neve, risate e nuove scoperte. Medito seriamente di trasferirmi lì.. mi piace una città così pulita, sana, senza smog, caos e con tanti boschi e laghetti che la circondano.
Lunedì riprendo il treno e torno a Pisa, sconsolata.
Martedì mattina inizia la via crucis:

rabbias- prima tappa: per rifare la carta di Identità non vanno più bene le foto in cui la persona indossi cappelli o occhiali da sole (anche se appoggiati dietro, sulla nuca). Dopo una inutile fila oceanica, riesco, rifaccio altre foto, rientro, riprendo il numero, altre 8 persone davanti, panico. Un extracomunitario con la moglie musulmana e la figlia che avevo già visto prima, mossi a compassione, scambiano il loro numero col mio.
Vado allo sportello! E' il mio turno!
La simpaca donnina vuola una copia della denuncia, non ce l'ho, lei non può fare una fotocopia ("altrimenti il capo ci uccide", testuali parole), dovrei riuscire e andare in una copisteria... INIZIO A MEDITARE UN OMOCIDIO..ma anche lei, mossa a compassione, prende la mia pennina elettronica USB e stampa direttamente da lì una copia della denuncia (che avevo scannerizzato per sicurezza, a casa!!!).
- seconda tappa: in banca, per rifare il bancomat. Circa 30 minuti di attesa e altri 30 per compilare i moduli necessari. L'omino, parlandomi con naturalezza, mi consiglia di emigrare dall'Italia, di andarmene... per noi giovani non c'è futuro. Mi chiede se voglio una fotocopia della Denuncia, in modo da non rimanerne sprovvista. Accetto con piacere.
- terza tappa: in Prefettura per il duplicato della patente, come mi aveva consigliato la Polizia Ferroviaria venerdi, dopo lo smarrimento. Lì la donnina numero due mi dice che la Polizia Ferroviaria ha toppato, devo andare dai carabinieri, dove compilerò dei moduli, pagherò 20 euri e avrò un certificato provvisorio.

- quarta tappa: vado dai Carabinieri, ormai è l'ora di pranzo, mi guardano male..chiedo il duplicato della patente; non mi fanno pagare assolutamente nulla (ride quando glielo dico..), vuole 2 fototessere, e io gli do le uniche che mi erano rimaste: quelle col cappellino. Mi dice che vanno benissimo, le ritaglia e le incolla. Fatto: certificato provvisorio pronto, la patente arriverà a casa entro 45 giorni.

4° Atto (conclusivo)
:

Eccomi qui, a casa, dopo aver perso tutta la mattina di questo giorno di ferie che avevo preso, per poter riavere i miei documenti.
Morale della favola:


- Il Comune non sa cosa fa la Prefettura, che non sa che cosa fanno i Carabinieri,  che non sanno cosa fa l'Europa, quindi in Comune non possono fare una fotocopia e non accettano fototessere di persone che abbiano qualcosa appoggiato sulla testa, mentre ai Carabinieri quelle fototessere vanno benissimo, quindi lì potrete usarle.
-In banca fanno - se necessario - le fotocopie dei tuoi documenti gratis
- In Svizzera ti senti ascoltato, si premurano che le cose funzionino, negli uffici italiani sei una trottola e guai a te se ti fermi.
- Credo che espatrierò il prima possibile.. altrimenti rischio di perdere la mia sanità mentale.


Chiunque sia arrivato fino a questo punto o è un pazzo con molto tempo libero o un santo a cui è successa la stessa cosa, in entrambi i casi..
fate voi


Postato da: Isiltarion a 13:13 | link | commenti (3) |
momenti no, curiosità, poveri noi

lunedì, 28 luglio 2008

Da dove nasce il male?


Stanford Nel 1971 un gruppo di ricercatori americani decise di studiare il comportamento umano in situazioni estreme di suddivisione gerarchica di appartenenza.
L'equipe era diretta dal professor Philip Zimbardo, docente presso la Stanford University, seguace di alcune idee sul comportamento sociale sviluppate dal francese Gustave Le Bon.
L'esperimento consisteva nel suddividere 24 studenti volontari (selezionati dai docenti dopo alcuni test psicologici) in due gruppi, il primo con il ruolo di "guardie", il secondo con quello di "prigionieri".
Furono scelti esclusivamente componenti maschi, di ceto medio, tra i più equilibrati e maturi, persone che non avevano minimamente mostrato in passato segni di squilibrio, violenza o devianza.

Era vietata la violenza fisica, ma alle guardie era consentita la massima libertà per escogitare tecniche di controllo verso i prigionieri.
Le condizioni igienico-sanitarie all'interno della prigione erano state organizzate calcando quelle presenti in moltissime carceri statunitensi, quindi i capelli vennero rasati ai detenuti, venne concessa loro una uniforme numerata (i numeri erano l'unico segno di riconoscimento all'interno del carcere), uno spazio ridotto, una cella di isolamento per i più ribelli, un piccolo cortile per le ore "d'aria" quotidiane, una catena a una caviglia.

La durata prevista per l'esperimento era di 20 giorni; le prime ventiquattro ore trascorsero senza alcun imprevisto, ma il mattino seguente i prigionieri diedero atto ad una prima rivolta contro le guardie.
Questo episodio scatenò l'ira delle guardie, le quali - non potento usare la violenza nuda e cruda, come da contratto - iniziarono a reagire con tecniche psicologiche di umiliazione, vessazione e scherno, inasprendo i toni comunicativi all'interno del carcere.

Stanford2 Gli episodi di violenza psicologica si moltiplicarono a vista d'occhio, fu utilizzata la stanza di isolamento per i prigionieri più ribelli, furono istituiti lavori brutti ed avvilenti, sadismo e umiliazioni divennero aspetti quotidiani all'interno delle celle, sia tra guardie e prigionieri, che tra i prigionieri stessi.
Dopo trentasei ore un prigioniero dette segni di cedimento, iniziò ad avere crisi di pianto, d'ira, disturbi emotivi acuti, tra cui pensiero sconnesso e incontrollato.
La situazione che si era creata mostrava un inspiegabile e crescente sadismo da parte delle guardie (tra le quali una in particolare aveva assunto il ruolo di vero e proprio leader con potere decisionale)  verso i prigionieri, con conseguente senso di spersonalizzazione e di alienazione tra i detenuti: tutti iniziarono a percepire quegli avvenimenti non più come un gioco, ma come reali.
Dopo soli cinque giorni gli abusi si erano moltiplicati e con essi i tentativi di fuga/ribellione da parte dei prigionieri: nel cuore della notte le guardie erano convinte di essere monitorate meno dai ricercatori ed iniziarono a commettere veri e proprie violenze a carattere pornografico, per pura noia o sadismo.
L'esperimento venne interrotto il 20 Agosto 1971.

---------


dasexp1 Venerdì sera ho visto il film
The Experiment,  uscito nel 2001 e diretto da Oliver Hirschbiegel.
La prima parte della pellicola mostra piuttosto fedelmente gli avvenimenti verificatisi in occasione dell'esperimento carcerario di Stanford, aggiungendo però un finale assai più estremo di quello accaduto nella realtà.
Mi ha colpito molto riflettere sul fatto che ognuno di noi, anche la persona più mite e pacifica, messa in condizione di alienazione o di de-individuazione, possa sprigionare il male verso il prossimo non solo per mantenere controllo o gerarchia, ma anche e soprattutto per il piacere che tutto questo produce.
In alcuni contesti, l'essere umano fa qualcosa di assai insolito rispetto agli altri mammiferi: riversa il male volontariamente, senza motivo, per il puro gusto di farlo.
Il risultato è sempre lo stesso: l'annullamento dei più elementari diritti umani.

Per qualsiasi info sullo studio fatto in America, rimando al link
ufficiale dell'Eperimento di Stanford, corredato anche di interessanti immagini e resoconti.

Postato da: Isiltarion a 11:03 | link | commenti |
cinema, non lo sapevo, società, curiosità

domenica, 16 marzo 2008

C'E' SEMPRE UNA PRIMA VOLTA



Ebbene sì, l'ho fatto anche io, venerdì sera.
Ho resistito per anni a lezioni noiosissime, a scuola, al Liceo, persino all'Università.
Ho resistito moltissime volte a film bruttissimi, tediosi, lunghi o semplicemente pesanti.
Ho resistito persino alla visione integrale di Inland Empire, del sublime Lynch, con i suoi 197 minuti un po' troppo autocelebrativi, ma pur sempre "d'autore".
Ho resistito a code terribili, in Banca o alle Poste.


Ma venerdì no. Sono crollata.
Ore  21: inizia lo spettacolo teatrale al Verdi, qua a Pisa. Con le mie amiche andiamo speranzose perchè c'è lui, Gabriele Lavia, uno dei miei treatanti preferiti. L'anno scorso, con la rappresentazione Measure for Measure, ne ero uscita entusiasta, non potevamo mancare.
Entriamo, ci sediamo, inizia.

Lavia2 E' un monologo. Sul palco lui, con una giacchetta nera, una sedia, un leggìo, un raggio di luce sul suo corpo e  attorno il buio totale.
Silenzio.
Eccoci!

Ore 22,  Lavia è bravissimo, coinvolgente, sono rapita.

Ore 23: ancora magia, Lavia scandisce con la voce tutti i personaggi, si rivolge a noi, aggiunge commenti filosofici.. il teatro è il teatro.

Ore 24... sono trascorse TRE ore, l'opera in questione è l'AMLETO (come dirà lui stesso, la più lunga scritta da Shakespeare, grande come "quattro volte il Macbeth"), e Lavia non si ferma, ancora nessuna pausa. Comincio ad accusare. Il seggiolino è divenuto scomodo, non riesco a trovare pace, mi rigiro, guardo l'orologio. Lavia è sempre bravissimo, ma la natura umana ha dei limiti.
Qualcuno nel pubblico ha già ceduto, se n'è andato.. ma io no, noi resistiamo.

PAUSA
Lavia si ferma, corriamo al bar, a prendere un caffè, acqua... qualcosa..
E le persone affollano l'atrio, chiedono informazioni, tutti noi abbiamo un'unica grande preoccupazione:
QUANTO DURERA' ANCORA?
Ma gli operatori del teatro non ne hanno idea, chi ottimisticamente dice 1 ora, chi addirittura 2...
Davanti al botteghino qualcuno parla insistentemente con la povera ragazza dietro  il vetro ansimando "ma ancora non è morto Polonio e nemmeno Ofelia... si rende conto? Devono ancora morire tutti ed è mezzanotte e mezza!".

Noi ci facciamo forza, rientriamo caparbie, dobbiamo resistere: Lavia ha promesso che reciterà meno di un terzo dell'opera, non può durare ancora molto.
Giammai lasciare uno spettacolo teatrale a metà! E poi Lavia è bravissimo, che diamine!
E' l'opera che è un po' lunghina... fatta a monologo poi...
Mi siedo, riparte Lavia, subito.

Passa un'altra ora.
Passa un'altra mezzora.
E'  morto solo Polonio. Ofelia è sempre lì... tutti gli altri sono sempre lì.
Guardo l'orologio: 1:45 di notte.

dormire Allungo gli occhi sulla sala: è dimezzata.
Un nonnino elegante fugge da una delle uscite di sicurezza.
Una ragazza che si era aggregata a noi, dorme, accasciata sul palchetto.
Sotto un signore quasi russa e sopra di noi, a lato, ormai è tutto vuoto, rimane solo un ragazzo che dorme della grossa, appoggiato al seggiolino.

E lì cediamo.
Ci guardiamo tra di noi, non proferiamo parola: ognuna concorda.
Prendo borsetta, giacca e volantino dello spettacolo e usciamo senza far rumore.
Lungo le scale scendiamo, altra gente se ne va.
Uno dice all'altro "minchia, sono le 2.. almeno alla morte di Ofelia ci poteva arrivare..."

Quando ho varcato la soglia del teatro,
sorridevo sconfitta: stavolta ha vinto Lavia.
Ma voglio la rivincita.


La perla dello spettacolo:
Lavia ci spiega che all'epoca di Shakespeare (siamo nel '600), a causa della sifilide dilagante vennero chiuse tutte le case di tolleranza per ordine del re, ad eccezione di quelle per i nobili ricchi, sulle cui porte appariva la scritta "F.U.C.K.", ovvero

                                                                Fornification
                                                                Under
                                                                Consent of the
                                                                King

Non solo, poichè i bordelli clandestini continuarono ugualmente a proliferare, all'interno di povere case private, venivano chiamati "Fisherman" (insomma, pescivendoli..) coloro che racimolavano clienti per la strada, in quanto - a quanto pare - l'igiene e gli odori "ittici" femminili delle prostitute, permeavano questi simpatici papponi dell'epoca


Non si finisce mai di imparare

Postato da: Isiltarion a 15:35 | link | commenti (4) |
spettacolo, recensione, teatro, curiosità

lunedì, 18 febbraio 2008

PELICULAS PARA NO DORMIR

BalagueroChe la Spagna in questi anni stia vivendo un suo momento d'oro a quanto pare non è palese solo a livello politico-economico, ma anche cinematografico.
Davvero piacevole la scoperta da me fatta in questi giorni di una serie horror tutta spagnola, sulla scìa delle  ormai celebri serie americane Masters of Horror I e II.

Sulla Tv Spagnola, nel 1964, faceva la sua apparizione la serie dal titolo
Historias para no dormir (andata in onda fino al 1982!) cui il titolo della nuova serie, uscita nel 2006, strizza sicuramente l'occhio, ma la struttura di quella attuale segue perfettamente quella americana.

Anche in questo caso infatti abbiamo episodi distinti, ognuno diretto da un regista ispanico, della durata di circa un'ora e con contenuti prettamente horror con punte decisamente splatter.


Gli episodi della nuova serie sono 6, ovvero:


  • La Habitacion del nino, di Alex de la Iglesia (già noto ai più grazie ai film La Comunidad e Crimen Perfecto)

  • Para Entrar a Vivir, di Jaume Balaguerò (probabilmente il regista più noto tra quelli di questa serie, noto agli amanti del genere horror  per film come Nameless, Fragile, Darkness e di cui a breve vedremo il film [REC] in uscita nelle sale italiane proprio il 29 Febbraio)

  • Cuento di Navidad, di Paco Plaza (co-regista nel già citato [REC] con Balaguerò, più conosciuto in Spagna e meno noto al pubblico europeo, tra i suoi film cito Second Name)

  • Adivina quien soy, di Enrique Urbizu (da me completamente ignorato, ma ha all'attivo ben 9 pellicole per il pubblico spagnolo)

  • La Culpa, di Narciso Ibanez Serrador (uno dei registi più fecondi tra quelli elencati, scrittore e produttore di moltissimi film, oltre che attore di lunga data)

  • Regreso a Moira, di Mateo Gil (writer di alcuni dei celeberrimi film di Amenabar come Mare Dentro, Apri Gli Occhi, Thesis, sicuramente uno dei registi che mi icuriosisce di più alle prese con la regia di un film interamente horror)


habitacion_del_nino


Per ora la visione dei primi due episodi è stata una rivelazione: regia curata, plot intrecciati (ok, Balaguerò ha ancora qualche forzatura qua e là nella trama.. ma dati i suoi precedenti film, credo di poter affermare che sia una sua costante, oramai), attori a me ignoti ma bravissimi, insomma,

un assaggio in pillole di sano ottimo horror!
Speriamo continui così

Buona visione









Postato da: Isiltarion a 11:56 | link | commenti (6) |
cinema, recensione, curiosità

venerdì, 21 dicembre 2007

Caro Tim Burton,

tra i tuoi film ce ne sono molti che mi hanno emozionato, che mi sono davvero piaciuti; altri che sono stati gradevoli, impeccabili e curati nella fotografia/regia, simpaticissimi da guardare e che - a modo loro - hanno comunque segnato un certo modo di fare cinema.

big fish
Un cinema spesso metaforico, profondo ed (o)scuro il tuo, ma che non perde mai l'occasione di ironizzare sulla vita (e su sè stesso), di far ridere (o sorridere), anche quando mostra inquietudine ed emarginazione; e così noi possiamo sognare, farci cullare dai colori della fotografia, dalle musiche, per entrare in un altro universo e poi... uscirne con qualche lacrima agli occhi, la mente che frulla pensieri su pensieri e nel cuore la sensazione che qualcosa ci ha arricchito.

A partire dal lontano 1990, con Edward mani di forbice (avevo 11 anni quando lo vidi e mi colpì tantissimo!),
fino ai giorni nostri, nel 2003 con Big Fish
o nel 2005, con La sposa cadavere.
Essì, questi potrei metterli nella mia personalissima top-ten, lo sai!

Ma l'elenco è lungo ed estremamente eterogeneo, vero Tim?
A volte ti è andata meglio.. a volte ti è andata peggio
Basti pensare a Batman nel 1989,
Batman Returns
nel 1992,
La Leggenda di Sleepy Hollow nel 1999,
Il Pianeta delle scimmie nel 2001,
o ancora La fabbrica di cioccolato nel 2005.

Non solo, ho apprezzato tantissimo anche quanto hai ideato e prodotto
quel capolavoro (oggi mi sento più buona) di animazione dark che fu Nightmare Before Christmas,
nel - sempre lontano - 1993.

Jack_NightmareBeforeChristmas
Allora, caro Tim, volevo ringraziarti di cuore.
Perchè io mi ero già rassegnata al fatto che anche quest'anno, per Natale, sarebbero usciti nelle sale del mio paese solo i soliti film-spazzatura, quelli che ci ripropinano sempre qui in Italia, film scadenti, bruttissimi, ma che fanno un sacco di soldi perchè tutti i ragazzetti (e non) riempono le sale dopo il panettone del pranzo di Natale, quando è tutto chiuso e non si sa dove andare con gli amici.

Invece oggi ho scoperto che il tuo nuovo film,
Sweeney Todd: The Demon Barber od Fleet Street
(Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street, per intenderci)

uscirà questo Natale


Non so se anche nel mio paese lo potremmo vedere a Dicembre o se arriverà dopo, in entrambi casi sono felice, perchè mi piacerebbe proprio tanto tanto, vedere un bel film; ultimamente è da un po' che non mi succede...
Anzi, sai cosa ti dico? Anche se questo film me l'hai fatto un po' mediocre o addirittura bruttino, sono ugualmente serena:
a Natale - in questo mondo - non escono solo i film dei Vanzina, perbacco!



Detto ciò,
Buon Natale anche a te,
e soprattutto buon lavoro.


Titi

PS: ah dimenticavo, il Buon Natale non è mica rivolto solo a Tim,  anzi..


Buon_Natale_in_tutte_le_lingue



Postato da: Isiltarion a 10:54 | link | commenti (7) |
cinema, spettacolo, curiosità

lunedì, 17 dicembre 2007

Lustrini&Paillettes


Quando mi sono imbattuta in questa foto,
ammetto di aver sorriso tantissimo: che il trucco, parrucchieri e il look curato facessero miracoli lo sapevo..
ma averne le prove,
è quasi troppo





meditate..

PS: mmble mmble,
ma allora.. i vip stile "Valeria Marini", senza trucco,abito, e tutto il cucuzzaro...
o come sono?!?

Postato da: Isiltarion a 14:39 | link | commenti (6) |
estetica, curiosità, buonumore

sabato, 22 settembre 2007

Dopo il mio viaggio ad Helsinki, in Finlandia,
ho una curiosità in sospeso che vorrei risolvere:

che diavolo significa questo cartello da me immortalato a pochi minuti dalla casa in cui alloggiavo???


Messaggio_IrrisoltoChe strano popolo i finlandesi

Comunque rieccomi in quel di Pisa, al lavoro (si fa per dire, dato che tra un mese mi scade il contratto a progetto e navigo ancora nell'oblio, ignara del mio destino) e in attesa di iniziare gli studi della seconda laurea.

Capperi, iniziare un altro percorso universitario e concepirlo come un "hobby", qualcosa che non urge ma è (e sarà) saltuario, sporadico...
produce un effetto strano su di me, insolito.
Non mi era mai capitato prima.
Certo è che aver superato il test di ammissione a Scienze della Formazione Primaria, a Firenze, mi consentirà finalmente di leggere un po' di testi riguardo tematiche che ho sempre amato e - ahimè - poco approfondito: la psicologia, la sociologia e l'educazione.

Se oltre a leggere dei libri interessanti, ogni tanto sarò anche in grado di preparare qualche esame... tanto di guadagnato
Non solo, un domani potrei persino avere l'abilitazione per lavorare coi "chicchi" (ergo, i bimbi! Adoro i nanerottoli under 12: l'idea che siano la nuova generazione e che possano essere cresciuti per migliorare questo mondo, mi è sempre piaciuta tantissimo).

Beh, che dire...
staremo a vedere!
Nel frattempo ho ancora un mese abbondante di lavoro con gli ingegneri (e non) over 25 del CNR di Pisa, che non è poco

Baci,

Titi



Postato da: Isiltarion a 13:45 | link | commenti (6) |
curiosità, buonumore

martedì, 07 agosto 2007

 Personalità Istrioniche


egocentrismo

    Una Personalità di tipo "istrionico" è caratterizzata da un’emotività eccessiva e dalla continua ricerca di attenzione. Gli individui che presentano un disturbo o eccesso di tale personalità, infatti, si sentono a disagio quando non sono al centro dell’attenzione. Percependo l’approvazione degli altri come unica ancora di salvezza, avvertono una pressione costante ad utilizzare l’aspetto fisico per ricercare questa attenzione. Di conseguenza, si preoccupano eccessivamente di essere fisicamente attraenti, di impressionare gli altri per il loro aspetto e spendono un’eccessiva quantità di tempo, energia e denaro per gli abiti e per le cure personali. Spesso temono l’invecchiamento e la degenerazione fisica, in quanto potrebbero far perdere loro l’unico strumento che conoscono per attirare gli altri a sé.


L’aspetto e il comportamento degli individui con disturbo istrionico di personalità risultano spesso provocanti o apertamente seduttivi, al di là di quanto sia appropriato dato il contesto sociale. 
Si percepiscono soggetivamente come socievoli e piacevoli. Parlano di sè come di persone amanti della vita, della positività, dell'equilibrio. In effetti, possono inizialmente affascinare le nuove conoscenze per il loro entusiasmo e la loro apertura. Quando la relazione continua, però, queste qualità tendono ad indebolirsi, poiché questi individui sono considerati come eccessivamente esigenti e bisognosi di continue attenzioni e rassicurazioni. La loro è una personalità forte, marcata,  ma nascondono una interiorità fragile e delicata sempre in agguato. Nei loro tentativi di ottenere l’accettazione e l’approvazione degli altri possono usare approcci indiretti come la manipolazione, ma nei casi più estremi fanno ricorso anche a coercizioni o a minacce di suicidio, specialmente se i metodi più sottili non sembrano avere sortito alcun successo. 
Le emozioni dell’individuo istrionico sono espresse intensamente e inoltre sembrano esagerate, prive di spontaneità, false; chi sta loro vicino ha la sensazione di assistere costantemente ad una recita, o comunque ad un inarrestabile "eccesso" o trasposizione degli eventi. Spesso rispondono a eventi minimi con pianti incontrollati, rabbia, scoppi d’ira o collera. L’espressione esagerata delle emozioni da parte di tali pazienti può condurre gli altri ad accusare l’individuo di simulare questi sentimenti, di mostrarli eccessivamente peggiori rispetto a quanto non siano relamente.


Sono individui esageratamente bisognosi di affetto e attenzioni, poiché spesso ne sono stati deprivati in tenera età. Vivono con un costante timore di essere abbandonati e mantenere una relazioni con loro richiede molta pazienza e disponibilità.
La terapia del disturbo istrionico è molto difficile. Una certa efficacia possono averla interventi psicoterapeutici cognitivo-comportamentali ma devono essere indissolubilmente legati ad una forte e reale motivazione personale.

Postato da: Isiltarion a 15:10 | link | commenti (4) |
non lo sapevo, curiosità

lunedì, 25 giugno 2007

Sushi&Sashimi




Ma che piacevole scoperta! A quanto pare anche a Pisa - finalmente - c'è un angolino dove mangiare sushi in qualsiasi momento, a prezzi fattibili.
Essì, perchè ieri quando siamo entrati al solito cinese vicino casa (il Ni-hao, per intenderci), con nostro stupore abbiamo notato una saletta tutta nuova, arredata con cura, posizionata sulla destra.

sushi2
Ramen                                     
 La novità? Oltre al normale menù cinese, in quella saletta si possono ordinare piatti giapponesi a base di pesce, verdure e carne.
  I prezzi, considerato che il cuoco è giappo-doc, che il pesce è freschissimo e che le porzioni sono decisamente "oneste" (basta provare a prendere una zuppa tipo Ramen per vedersi portare una ciotolona ricolma di verdure, carne e spaghettini), mi sono sembrati fattibili.



Insomma, per tutti gli amanti di sushi&sashimi,
Buon appetito!


sushi
PS: per la cronaca, si possono degustare zuppe da 6 euri, mix di sushi da 6 a 9 euri (con minimo 6 pezzi), e per i più golosi (tipo me), con 13-16 euri, un vassoio con 14 sushi misti (ovviamente da condividere in compagnia). Se poi si vuole stare attenti al portafoglio, ma uscire belli pieni, si possono sempre ordinare dei primi cinesi a poco più di 2 eurozzi, e il gioco è fatto
  2PS: sabato è stato un giorno molto intenso per me. Cara Sara, mi hai regalato delle emozioni fortissime.. il tuo matrimonio è uno di quei momenti in cui - una volta tanto - è stato un evento meraviglioso a ricordarmi che il tempo passa, attimo per attimo e che gli affetti - al di là di riti, usanze, regole e società - sono ciò che conta veramente.  Non scriverò altro qui.. spero di abbracciarti forte di persona, ancora una volta, e ti auguro di cuore tutta la felicità di questo mondo.

Postato da: Isiltarion a 13:41 | link | commenti (13) |
non lo sapevo, cucina, curiositÃ