Titi...la vita e'un pizzicotto

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Utente: Isiltarion
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lunedì, 28 luglio 2008

Da dove nasce il male?


Stanford Nel 1971 un gruppo di ricercatori americani decise di studiare il comportamento umano in situazioni estreme di suddivisione gerarchica di appartenenza.
L'equipe era diretta dal professor Philip Zimbardo, docente presso la Stanford University, seguace di alcune idee sul comportamento sociale sviluppate dal francese Gustave Le Bon.
L'esperimento consisteva nel suddividere 24 studenti volontari (selezionati dai docenti dopo alcuni test psicologici) in due gruppi, il primo con il ruolo di "guardie", il secondo con quello di "prigionieri".
Furono scelti esclusivamente componenti maschi, di ceto medio, tra i più equilibrati e maturi, persone che non avevano minimamente mostrato in passato segni di squilibrio, violenza o devianza.

Era vietata la violenza fisica, ma alle guardie era consentita la massima libertà per escogitare tecniche di controllo verso i prigionieri.
Le condizioni igienico-sanitarie all'interno della prigione erano state organizzate calcando quelle presenti in moltissime carceri statunitensi, quindi i capelli vennero rasati ai detenuti, venne concessa loro una uniforme numerata (i numeri erano l'unico segno di riconoscimento all'interno del carcere), uno spazio ridotto, una cella di isolamento per i più ribelli, un piccolo cortile per le ore "d'aria" quotidiane, una catena a una caviglia.

La durata prevista per l'esperimento era di 20 giorni; le prime ventiquattro ore trascorsero senza alcun imprevisto, ma il mattino seguente i prigionieri diedero atto ad una prima rivolta contro le guardie.
Questo episodio scatenò l'ira delle guardie, le quali - non potento usare la violenza nuda e cruda, come da contratto - iniziarono a reagire con tecniche psicologiche di umiliazione, vessazione e scherno, inasprendo i toni comunicativi all'interno del carcere.

Stanford2 Gli episodi di violenza psicologica si moltiplicarono a vista d'occhio, fu utilizzata la stanza di isolamento per i prigionieri più ribelli, furono istituiti lavori brutti ed avvilenti, sadismo e umiliazioni divennero aspetti quotidiani all'interno delle celle, sia tra guardie e prigionieri, che tra i prigionieri stessi.
Dopo trentasei ore un prigioniero dette segni di cedimento, iniziò ad avere crisi di pianto, d'ira, disturbi emotivi acuti, tra cui pensiero sconnesso e incontrollato.
La situazione che si era creata mostrava un inspiegabile e crescente sadismo da parte delle guardie (tra le quali una in particolare aveva assunto il ruolo di vero e proprio leader con potere decisionale)  verso i prigionieri, con conseguente senso di spersonalizzazione e di alienazione tra i detenuti: tutti iniziarono a percepire quegli avvenimenti non più come un gioco, ma come reali.
Dopo soli cinque giorni gli abusi si erano moltiplicati e con essi i tentativi di fuga/ribellione da parte dei prigionieri: nel cuore della notte le guardie erano convinte di essere monitorate meno dai ricercatori ed iniziarono a commettere veri e proprie violenze a carattere pornografico, per pura noia o sadismo.
L'esperimento venne interrotto il 20 Agosto 1971.

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dasexp1 Venerdì sera ho visto il film
The Experiment,  uscito nel 2001 e diretto da Oliver Hirschbiegel.
La prima parte della pellicola mostra piuttosto fedelmente gli avvenimenti verificatisi in occasione dell'esperimento carcerario di Stanford, aggiungendo però un finale assai più estremo di quello accaduto nella realtà.
Mi ha colpito molto riflettere sul fatto che ognuno di noi, anche la persona più mite e pacifica, messa in condizione di alienazione o di de-individuazione, possa sprigionare il male verso il prossimo non solo per mantenere controllo o gerarchia, ma anche e soprattutto per il piacere che tutto questo produce.
In alcuni contesti, l'essere umano fa qualcosa di assai insolito rispetto agli altri mammiferi: riversa il male volontariamente, senza motivo, per il puro gusto di farlo.
Il risultato è sempre lo stesso: l'annullamento dei più elementari diritti umani.

Per qualsiasi info sullo studio fatto in America, rimando al link
ufficiale dell'Eperimento di Stanford, corredato anche di interessanti immagini e resoconti.

Postato da: Isiltarion a 11:03 | link | commenti |
cinema, non lo sapevo, società, curiosità

martedì, 07 agosto 2007

 Personalità Istrioniche


egocentrismo

    Una Personalità di tipo "istrionico" è caratterizzata da un’emotività eccessiva e dalla continua ricerca di attenzione. Gli individui che presentano un disturbo o eccesso di tale personalità, infatti, si sentono a disagio quando non sono al centro dell’attenzione. Percependo l’approvazione degli altri come unica ancora di salvezza, avvertono una pressione costante ad utilizzare l’aspetto fisico per ricercare questa attenzione. Di conseguenza, si preoccupano eccessivamente di essere fisicamente attraenti, di impressionare gli altri per il loro aspetto e spendono un’eccessiva quantità di tempo, energia e denaro per gli abiti e per le cure personali. Spesso temono l’invecchiamento e la degenerazione fisica, in quanto potrebbero far perdere loro l’unico strumento che conoscono per attirare gli altri a sé.


L’aspetto e il comportamento degli individui con disturbo istrionico di personalità risultano spesso provocanti o apertamente seduttivi, al di là di quanto sia appropriato dato il contesto sociale. 
Si percepiscono soggetivamente come socievoli e piacevoli. Parlano di sè come di persone amanti della vita, della positività, dell'equilibrio. In effetti, possono inizialmente affascinare le nuove conoscenze per il loro entusiasmo e la loro apertura. Quando la relazione continua, però, queste qualità tendono ad indebolirsi, poiché questi individui sono considerati come eccessivamente esigenti e bisognosi di continue attenzioni e rassicurazioni. La loro è una personalità forte, marcata,  ma nascondono una interiorità fragile e delicata sempre in agguato. Nei loro tentativi di ottenere l’accettazione e l’approvazione degli altri possono usare approcci indiretti come la manipolazione, ma nei casi più estremi fanno ricorso anche a coercizioni o a minacce di suicidio, specialmente se i metodi più sottili non sembrano avere sortito alcun successo. 
Le emozioni dell’individuo istrionico sono espresse intensamente e inoltre sembrano esagerate, prive di spontaneità, false; chi sta loro vicino ha la sensazione di assistere costantemente ad una recita, o comunque ad un inarrestabile "eccesso" o trasposizione degli eventi. Spesso rispondono a eventi minimi con pianti incontrollati, rabbia, scoppi d’ira o collera. L’espressione esagerata delle emozioni da parte di tali pazienti può condurre gli altri ad accusare l’individuo di simulare questi sentimenti, di mostrarli eccessivamente peggiori rispetto a quanto non siano relamente.


Sono individui esageratamente bisognosi di affetto e attenzioni, poiché spesso ne sono stati deprivati in tenera età. Vivono con un costante timore di essere abbandonati e mantenere una relazioni con loro richiede molta pazienza e disponibilità.
La terapia del disturbo istrionico è molto difficile. Una certa efficacia possono averla interventi psicoterapeutici cognitivo-comportamentali ma devono essere indissolubilmente legati ad una forte e reale motivazione personale.

Postato da: Isiltarion a 15:10 | link | commenti (4) |
non lo sapevo, curiosità

lunedì, 25 giugno 2007

Sushi&Sashimi




Ma che piacevole scoperta! A quanto pare anche a Pisa - finalmente - c'è un angolino dove mangiare sushi in qualsiasi momento, a prezzi fattibili.
Essì, perchè ieri quando siamo entrati al solito cinese vicino casa (il Ni-hao, per intenderci), con nostro stupore abbiamo notato una saletta tutta nuova, arredata con cura, posizionata sulla destra.

sushi2
Ramen                                     
 La novità? Oltre al normale menù cinese, in quella saletta si possono ordinare piatti giapponesi a base di pesce, verdure e carne.
  I prezzi, considerato che il cuoco è giappo-doc, che il pesce è freschissimo e che le porzioni sono decisamente "oneste" (basta provare a prendere una zuppa tipo Ramen per vedersi portare una ciotolona ricolma di verdure, carne e spaghettini), mi sono sembrati fattibili.



Insomma, per tutti gli amanti di sushi&sashimi,
Buon appetito!


sushi
PS: per la cronaca, si possono degustare zuppe da 6 euri, mix di sushi da 6 a 9 euri (con minimo 6 pezzi), e per i più golosi (tipo me), con 13-16 euri, un vassoio con 14 sushi misti (ovviamente da condividere in compagnia). Se poi si vuole stare attenti al portafoglio, ma uscire belli pieni, si possono sempre ordinare dei primi cinesi a poco più di 2 eurozzi, e il gioco è fatto
  2PS: sabato è stato un giorno molto intenso per me. Cara Sara, mi hai regalato delle emozioni fortissime.. il tuo matrimonio è uno di quei momenti in cui - una volta tanto - è stato un evento meraviglioso a ricordarmi che il tempo passa, attimo per attimo e che gli affetti - al di là di riti, usanze, regole e società - sono ciò che conta veramente.  Non scriverò altro qui.. spero di abbracciarti forte di persona, ancora una volta, e ti auguro di cuore tutta la felicità di questo mondo.

Postato da: Isiltarion a 13:41 | link | commenti (13) |
non lo sapevo, cucina, curiosità

mercoledì, 06 giugno 2007

Essere o non essere:
 percezione del sè e
Salvia Divinorum


DPR n. 309/1990, «Art. 73.
1. Chiunque, senza l'autorizzazione di cui all'articolo 17, coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti o psicotrope di cui alla tabella I prevista dall'articolo 14, è punito con la reclusione da sei a venti anni e con la multa da euro 26.000 a euro 260.000.».


salvia-divinorum Diffusa soprattutto in Messico e in America Meridionale, la Salvia Divinorum (conosciuta anche come "Maria Pastora" o "Ska Maria Pastora") è una pianta psicoattiva della famiglia delle Laminacee.

In Italia è divenuta illegale esattamente come la Cannabis, ma rispetto a questa è assai meno nota e diffusa.
Il princio attivo (Salvinorina A, il più potente conosciuto sino ad ora) contenuto all'interno della Salvia Divinorum non è ancora del tutto chiaro agli studiosi, però è certamente una delle sostanze più antiche a noi pervenute, utilizzata da tempi immemorabili persino dagli Indios per riti religiosi di divinazione e cura.

Il 7 Marzo 2005 sia la pianta che il principio attivo sono stati aggiunti nella lista delle sostanze vietate in seguito ad alcune valutazioni condotte dall'Istituto Superiore della Sanità.

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Perchè questo post?

Perchè è assai curioso scoprire che questa pianta - al contrario della stragrande maggioranza delle piante che ci circondano - non produce semi (salvo rarissime eccezioni) e che si riproduce solo tramite talee
Lo scopritore R. Gordon Wasson la vide per la prima volta sugli altopiani messicani nel 1953, poi fu il dott. Epling nel 1963 a collezionare  un esemplare di quella pianta anche in Europa ed ad accorgersi che tale Salvia era a noi sconosciuta, e dagli effetti inspiegabili. Molti scienziati, dopo di lui, hanno continuato a studiarla, incluso il dottor Daniel Siebert, che nel 1993 la provò in dosi massicce persino su di sè.

Di solito venivano preparate delle foglie fresche che, masticandole, danno delle visioni e inducono in uno stato percettivo alterato: avviene una dissociazione del sè, la mente muta la realtà, la modifica, mischia sensi, ricordi e attività cognitive e il tutto dura pochi minuti - non più di 10 - senza indurre dipendenza fisica nè psichica.

salviadivinorum2jpgL'effetto più sconvolgente però, è quello che scaturisce bruciando e fumando la Salvia Divinorum e i resoconti parlano chiaro: separazione totale tra corpo e coscienza. In questi casi gli effetti sono raramente del tutto soggettivi - e descritti come tuttaltro che piacevoli poichè molto intensi - ma di solito ci sono temi ricorrenti:

  •  rivivere momenti dell'infanzia
  • la sensazione di trovarsi in due posti contemporaneamente
  • diventare oggetto inanimato/pianta
  • visione di superfici bidimensionali
  • vedere sè stessi al di fuori, specialmente dall'alto
  Salviadivinorum
Chi l'ha provata, assai raramente desidera sperimentarla ancora, ma molti ritengono di aver imparato qualcosa di importante (in alcuni casi sono stati guariti traumi psicologici con l'assunzione di tale pianta) che fa riflettere su cosa  l'essere umano sia, su cosa sarebbe del suo "Io" se per caso i suoi sensi fossero improvvisamente appannati, cosa accadrebbe se l'idea che il mondo è in un certo modo, in realtà non fosse vero (e i nostri sensi fossero quindi ingannevoli o imperfetti).


In fin dei conti, è scientificamente dimostrato, detto e ridetto: usiamo solo una (limitata) parte del potenziale celebrale di cui siamo dotati.
Chissà cosa accadrebbe e cosa penseremmo di noi stessi, se riuscissimo ad "attivare" anche la restante parte...

Buon giardinaggio a tutti




Titi











Postato da: Isiltarion a 09:19 | link | commenti (3) |
non lo sapevo, curiosità

lunedì, 27 marzo 2006

Bolle bolle bolle:

Rapporto 1:3:2
di sapone, acqua, glicerina

 Glicerina: acquistabile in farmacia al costo di 2.20 euri a boccetta
Sapone da utilizzare: Svelto concentrato

Costruire poi:

- cannuccia in cui soffiare: togliere da una penna trasparente Bic  la cannuccina interna con inchiostro e il tappino  in modo che risulti un unico tubicino
- cerchietto: utilizzare il laccetto metallico che solitamente si trova nelle confezioni tipo buste o sacchettini per richiuderle dopo l'uso e piegarlo attorno ad uno spago in modo da ottenere un cerchio dal diametro di 2,5/3 cm che rimanga ben rigido (volendo si può saldare il cerchietto ottenuto ad una penna/cannuccia con un altro laccetto metallico, così reggeremo solo la penna mentre soffieremo).
spago/cordicella:  legare dello spago (non usarne uno troppo sottile! meglio una piccola cordicella semmai!) facendo un cerchio dal diametro di 20/30 cm

Orbene, signore e signori, fatta la soluzione con gli ingredienti indicati, divertirsi nel seguente modo:

1)
Soffiare con la cannuccia trasparente  dopo averla immersa nella soluzione e giocherellare "toccando" le bolle con braccia o gambe (a contato con i tessuti la bolla non si romperà!)....
.... oppure soffiare nella bolla dopo aver trattenuto in bocca un po' di fumo di sigaretta [eh eh]: la bolla risulterà completamente bianca al suo interno! [per bolle medio/piccole, diametro 1-8cm circa]
2) Soffiare nel cerchietto rigido finchè non si formerà la bolla  [si possono raggiungere bolle medio/grandine, diametro 10-30 cm circa]
3) Metterela cordicella/spago nella soluzione, tirarla su spostare le braccia in avanti, aprendole in modo che entri aria e si formi la bolla [per bolle medio/grandi, 30-50cm[ Attenzione, questo è il passaggio più delicato, si rischia di bagnare tutto e bisogna fare più prove.. meglio farlo in uno spazio aperto o in una stanza spaziosa]

Titi

PS: insomma, ecco come passare una domenica pomeriggio





Postato da: Isiltarion a 12:50 | link | commenti (2) |
giochi, non lo sapevo, curiosità, buonumore