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Nome: Ivana (per gli amici Titi!)
Yep, adoro la vita per mille..molteplici aspetti. Colori, profumi, arte e cultura...
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SVIZZERA-ITALIA, 1 a 0
Inizio della Sventura:
Venerdì 30 Gennaio vado alla Stazione Centrale di Pisa felice e contenta: avevo acquistato online i biglietti per il treno Firenze-Zurigo e quelli per il ritorno.. dovevo quindi acquistare solo il biglietto per Firenze, dove avrei avuto la coincidenza per la Repubblica Elvetica.
Sfiga vuole che, correndo come una pazza al binario dove il treno era in partenza, dopo essere salita al volo sul suddetto vagone attraversando una folla disumana, mi ritrovo la borsa aperta e il portafoglio scomparso.
Tragedia greca (in 4 atti)
1° Atto: arrivo a Firenze, denuncio subito lo smarrimento, riesco a parlare telefonicamente con la polizia ferroviaria di Pisa: sono la 3° persona a cui è accaduta una cosa del genere. Ci sono degli zingarelli che ultimamente si approfittano della ressa che si crea all'entrata del vagone (quando la gente è pressata con valige e borse, e pensa solo a riuscire a salire) per rubare nelle borse... alè.
A Firenze faccio subito la denuncia di smarrimento e scopro, con mia gioia, che il treno prenotato online è soppresso da un mese (ma sul sito era disponibile e acquistabile! Mah..): non potrò andare a Zurigo, anche perchè - mi dicono- non potrei girare per la svizzera senza documenti e con solo con la denuncia.
Altra sorpresa, non è previsto un rimborso per il treno soppresso...e anche se le ferrovie svizzere assicurano che io potrei prendere qualsiasi altro treno per andare a Zurigo, perchè quel biglietto copre anche eventuali sostituzioni, niente da fare. Rimango in Italia.
2° Atto:
Dopo pianti e lacrime, medito una fuga: prendo il treno per Milano, recupero una vecchia fotocopia firmata che avevo della (ormai smarrita) carta di identità, prendo la denuncia fatta e arrivo fino alla dogana Svizzera. O la va, o la spacca.
Qui non solo mi dicono che posso entrare e circolare, perchè hanno accettato il patto per la libera circolazione, ma che potrò anche stare finchè voglio (proprio come nel resto d'Europa).
Arrivata quindi a Zurigo, il giorno dopo, vado alle ferrovie elvetiche (SBB), dove si scusano per la mancata partenza del treno internazionale per Zurigo e in meno di 5 minuti rimborsano interamente il biglietto direttamente sulla carta di credito 
3° Atto:
Il weekend trascorre divinamente, tanta neve, risate e nuove scoperte. Medito seriamente di trasferirmi lì.. mi piace una città così pulita, sana, senza smog, caos e con tanti boschi e laghetti che la circondano.
Lunedì riprendo il treno e torno a Pisa, sconsolata.
Martedì mattina inizia la via crucis:
- prima tappa: per rifare la carta di Identità non vanno più bene le foto in cui la persona indossi cappelli o occhiali da sole (anche se appoggiati dietro, sulla nuca). Dopo una inutile fila oceanica, riesco, rifaccio altre foto, rientro, riprendo il numero, altre 8 persone davanti, panico. Un extracomunitario con la moglie musulmana e la figlia che avevo già visto prima, mossi a compassione, scambiano il loro numero col mio.
Vado allo sportello! E' il mio turno!
La simpaca donnina vuola una copia della denuncia, non ce l'ho, lei non può fare una fotocopia ("altrimenti il capo ci uccide", testuali parole), dovrei riuscire e andare in una copisteria... INIZIO A MEDITARE UN OMOCIDIO..ma anche lei, mossa a compassione, prende la mia pennina elettronica USB e stampa direttamente da lì una copia della denuncia (che avevo scannerizzato per sicurezza, a casa!!!).
- seconda tappa: in banca, per rifare il bancomat. Circa 30 minuti di attesa e altri 30 per compilare i moduli necessari. L'omino, parlandomi con naturalezza, mi consiglia di emigrare dall'Italia, di andarmene... per noi giovani non c'è futuro. Mi chiede se voglio una fotocopia della Denuncia, in modo da non rimanerne sprovvista. Accetto con piacere.
- terza tappa: in Prefettura per il duplicato della patente, come mi aveva consigliato la Polizia Ferroviaria venerdi, dopo lo smarrimento. Lì la donnina numero due mi dice che la Polizia Ferroviaria ha toppato, devo andare dai carabinieri, dove compilerò dei moduli, pagherò 20 euri e avrò un certificato provvisorio.

Proprio così, che fatica.
Ma la paura che tutto peggiori rovinosamente, che il malgoverno regni sovrano, che anche quel briciolo di "cultura" che questo paese nei secoli ha saputo produrre e coltivare, vengano spazzati via - definitivamente - premono sempre di più.













Premettendo che al prossimo Referendum non mi periterò ad apporre la mia onorevole crocetta su di un bel NO, vorrei ricordare a tutti coloro che continuano a far propaganda per il Sì che questa parolina, in italiano, si scrive in due modi in base al significato che ha e che quando quello giusto è il senso di "approvazione" (in inglese "yes", in giapponese "hai" etc etc) lo si deve scrivere con la "ì" accentata e non con la "i" normale!
Lo dico perchè non è simpatico passare davanti ai cartelloni sparsi per la città (magari proprio davanti alle scuole) e leggere AN:"vota si".
Chissà.. forse hanno fatto un po' di confusione... e l'idea originaria era quella di invertire la formula... del tipo: "si vota"...
Titi
Oggi ho avuto una confidenza piuttosto intima da parte di una delle mie colleghe, a lavoro.
Una donna di oltre 30 anni, ormai diventata una bravissima dottoressa, facente parte di una delle equipe mediche più affermate del nostro paese...
la quale ha una relazione con uno dei dottori dell'Ospedale.
Una puntata di Medici in Prima Linea?
No no...
La realtà.
Lui, sposato, con figli, lei innamorata persa.
Lui le dice di volerle bene ma che lei sarà solo la sua..... amante,almeno per ora, perchè lui è frustrato sessualmente, la moglie è fredda, distante, dedita solo ai figli..
e lui cercava una compagna di "letto", pur sapendo ciò che lei provava per lui.

La moglie del dottore lavora anch'ella lì... ma in un altro reparto. Non sa nulla.
La mia collega si sta annullando per questo rapporto, spera sempre in cuor suo che anche lui si innamori di lei.. che la veda per quella che è e non per una "bella bambolina" con cui svagarsi un po'.
Ma non riesce a dire "basta" a questo rapporto.
Ho visto un dolore, un'angoscia così grande nel suo sguardo.
Un'alienazione fortissima verso una persona che palesemente non potrà darle ciò che lei cerca.
MI ha fatto molto male.
Mi ha ricordato emozioni, sensazioni, deja-vu che avevo sepolto da secoli e che per un periodo della mia vita avevano dato quello stesso sguardo al mio volto.
Momenti dopo i quali giurai a me stessa che nessuno avrebbe mai più avuto, oltre che il mio cuore, anche la mia dignità. Quella è solo mia, è l'amore e il rispetto che devo a me stessa prima ancora che al mio compagno.
Anch'io so di aver fatto soffrire delle persone che tutto si meritavano, tranne che i miei errori.. ma in me c'è sempre stata la voglia di essere sincera, anche a costo di far male.... proprio per non ingannare chi mi stava vicino come ero stata ingannata io.

Che buffo...
Lui... il dottore... elogia sua moglie davanti a tutti, "salva le apparenze", recita la parte del buon padre... ma la sera, inventata la solita balla dei "turni in ospedale"... prima di tornare a casa si scalda e sollazza nel letto della mia amica.
"Commedia degli equivoci".. scrisse qualche secolo fa Shakespeare.
Bel paese il nostro, bello davvero!
Un paese dove le persone che guidano uno scooter non solo passano col rosso innoltrato, non solo non si fermano, non solo colpiscono una ragazza che sta giustamente andando in bicicletta perchè a lei è scattato il verde, non solo le storgono la bici e la fanno cadere rischiando di ucciderla, ma poi si girano dopo l'urto osservandola un istante e scappano via come una furia.
Scappano lasciando la ragazza sotto la pioggia scrosciante, con la bici completamente storta, dolorante e in mezzo alla strada, con le auto dietro che per fortuna non hanno avuto la bella idea di sorpassarla e nessuno che si degni di chiederle per lo meno come stia.. se è ferita.
La ragazza può solo raccogliere la bici rotta, ormai con la ruota bloccata, togliersi dal centro della via e trascinarsi passo passo verso casa, sempre sotto la pioggia. E' lì che l'ho trovata, mentre sorreggeva la bici, ancora spaventata ed incredula per l'accaduto. Non ha potuto leggere la targa del nobile uomo che l'hainvestita senza fermarsi.
Quella ragazza era mia sorella, alle ore 18:20, davanti al semaforo della Coop - Pisanova - a Pisa, dove è avvenuto l'incidente.
Ma dove è finitò il senso di Civiltà? Il rispetto? Il reciproco soccorso umano? Provo solo una rabbia indescrivibile davanti ad ingiustizie come queste.

Un paese civilissimo l'Italia, fatto di tante belle persone.
Complimentoni.
Titi

Direttamente dal film "Indipendence Day"?
Oppure..."The day after Tomorrow"?
eh no,
Agosto
1945
Hiroshima