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Trovare Pechino a Parigi

Chi non ha sentito anche solo parlare della "cucina cinese"?
In Italia sono tantissimi i ristoranti cinesi aperti negli ultimi anni e per chi ha avuto l'opportunità di girettare un po' in Europa e oltre, si sarà reso conto che i piatti cucinati in questi ristoranti sono fondamentalmente sempre gli stessi, preparati allo stesso modo.
La sensazione è che la cucina cinese che troviamo nei nostri ristoranti occidentali, sia una sorta di "brutta copia" di quella che poi si trova realmente nelle varie regioni della Cina.
E così i "risi alla cantonese" o gli "spaghettini di soia con verdure" imperversano sulle tavole di chi apprezza questi piatti, ma si presentano sempre più o meno con lo stesso sapore, sia che uno si trovi in un ristorante cinese a Pisa, o Madrid, Londra e via dicendo.
Spesso mi ero chiesta come sarebbe stato poter assaggiare un celebre piatto cinese VERO, magari come quello che preparano realmente nelle cittadine cinesi e qua e là mi ero anche informata chiedendo pareri a chi - in Cina - ha avuto la gran fortuna di andarci di persona.
Ho sempre avuto la conferma che la cucina cinese che si è standardizzata in Europa è davvero moolto diversa da quella che si mangia a Pechino e nelle varie città cinesi: loro usano un mare di verdure, accompagnano con numerose salsine e zuppe i loro piatti e si sbizzarriscono nei tipi di ravioli che preparano (qui se ne trovano al massimo elencati 4 o 5 in un menù, di solito).
Orbene, già disperavo che per riuscire a trovare un vero piatto "cinese", mi sarebbe toccato andare in Cina...
e invece - sorprendentemente - non è così
A Parigi,
in Rue du Faubourg Montmartre 46 (in pieno centro, nel 9° arrondissement, uscita metro Grands Boulevards),
si trova il ristorante
"Les Pates Vivantes"
ed è stata una vera rivelazione!
Il posticino in questione è molto informale, senza tutti quegli addobbi straboccanti che ritroviamo nei vari ristoranti cinesi.. all'entrata vi sono dei tavolini in fila (ma non sconfortatevi se son tutti pieni... c'è anche una saletta al piano di sopra) e sul lato sinistro, è possibile rimirare il cuoco cinese in diretta che prepara gli spaghetti con le sue mani, dividendo l'impasto con maestria in decine di filamenti.
E' a conduzione familiare, ha avuto molti elogi in varie riviste proprio perchè propongono piatti di Pechino e dintorni, preparati secondo i metodi tradizionali.
I prezzi sono decisamente ottimi, viste le porzioni e la qualità del cibo.
Quando vengono richieste le zuppe (tutte sui 7, 9 o 10 euri), vi viene servita una ciotolona fumante di dimensioni gigantesche, stracolma di verdure e di "spaghettoni" (ma dovrei dire noodles :P) fatti a mano. Un vero, buonissimo piatto unico!
Si possono assaggiare questi "spaghettoni" anche asciutti, con verdure e carne saltate, oppure si possono ordinare i ravioli (di cui mi sono innamorata perchè tremendamente più grandi e buoni di quelli che si trovano solitamente in un qualsiasi ristorante cinese) anch'essi fatti da loro, oppure ancora c'è una gran varietà di piatti saltati al wok, ricolmi ovviamente di altre verdure, carne o pesce a scelta.
Considerando anche che al prezzo di listino non si aggiunge alcun costo per il servizio e che l'acqua viene servita gratuitamente nelle caraffe (cosa per altro diffusissima a Parigi),
si evince che questo posticino è veramente unico, ottimo per assaggiare finalmente la versione VERA di alcuni notissimi piatti cinesi.
E vi stupirete del fatto che i piatti cinesi nei nostri ristoranti...
c'entrano assolutamente poco con quelli tradizionali

Facce da Precario
(l'ultima in basso a destra è la mia

)

Oltre il 60% dei lavoratori dell'aera ricerca di Pisa (CNR) è precario
(inclusa la sottoscritta dal 2006).
Si tratta di centinaia di collaboratori a progetto, ricercatori, contratti a tempo determinato, tutte persone che svolgono quotidianamente ricerca e servizi.
Il recente emenadamento AMMAZZA-PRECARI del gentil ministro Brunetta, intende annullare il processo di stabilizzazione del precariato pubblico in corso.
Se questo emendamento fosse approvato, più della metà delle persone che lavorano al CNR di Pisa rischiano di perdere il lavoro.
Credo fortemente che questo emendamento non risolva alcun problema, anzi, ne crei di nuovi:
i contratti atipici sono stati da sempre formulati e gestiti malamente dagli ultimi governi, quindi tagliare i fondi e ridurre le stabilizzazioni significa semplicemente uccidere la ricerca italiana. Un patrimonio culturale inestimabile. Non è questa la soluzione.
Per anni ricercatori, tecnici e personale amministrativo, ovvero i precari del CNR, hanno lavorato in condizioni difficilissime per far funzionare tutti i servizi attivati nell'area (ricordiamo che presso il CNR di Pisa troviamo assistenza sanitaria, analisi mediche, registrazione di tutti i domini italiani ".it" e quelli ".eu", etc etc)
Eccoci qua, volantini e striscioni alla mano, in fila per protesta, dopo aver appreso che l'emendamendamento è stato presentato alla camera.

Alcuni colleghi sono precari dal 1989, molti altri dal 1998.
Venti anni di contratti senza ferie, maternità, tutele, stipendi decorosi, malattia: il tutto svolgendo le stesse identiche mansioni di quei pochi fortunati che hanno un contratto regolare.
Una vergogna

Alle finestre del CNR abbiamo appeso delle bandiere nere, in segno di lutto.
La ricerca italiana è al capo linea.
Ivy
PS: caro Marco, hai fatto bene a lasciare questo postaccio.. qua le cose vanno sempre peggio. Anch'io sto valutando concretamente l'ipotesi di andare all'estero (ovvero appena scadrà il mio ennesimo contratto, a marzo). Non resta molto altro.
- Che delusione! -

Proprio così, che delusione.
Sabato sera sono andata al cinema con un bel sorrisone stampato in faccia: dopo aver visto con piacere
No Country For Old Men (in italiano
Non è un paese per vecchi) dei fratelli
Coen, ero ansiosissima di vedere il loro nuovo film, ovvero
Burn After Reading - A prova di spia.
Anche in passato ho avuto modo di apprezzare quel mix tanto originale di comicità, alienazione, crudezza, quel saper alternare momenti estremamente esilaranti ad altri molto forti, spesso creando un climax impeccabile, coinvolgente, capace di farti rimanere incollato alla sedia, fino alla fine. Mi rifersico a pellicole come
Il Grande Lebonsky (veramente assurdo!), o
Fratello, dove sei?, ma anche lo stesso
No Country for old men.
Ma questa volta hanno fatto cilecca

. Proprio così.
I tratti comici sono scarsi, l'intreccio della trama non è niente di sopeciale, il senso dell'intera pellicola (se proprio dobbiamo scovarcelo) è banale, e così, dopo aver appreso ancora una volta che la società americana è composta da individui incapaci (che gestiscono il potere) e individui determinati ma sfigati (che sono i cittadini), il film non decolla.
Il Plot? Un dischetto contenente le memorie di un agente della Cia finisce nelle mani di due impiegati di una palestra che tentano di vendere le pagine al miglior offerente per inseguire il loro sogno di felicità: una serie di interventi di chirurgia plastica.
Stop.

Ok, la regia è curata, la fotografia è sempre un piacere, ma la trama proprio non mi convince, persino i personaggi sono poco interessanti e l'unica eccezione è - inaspettatamente - proprio lui,
Brad Pitt. Il nostro Brad stavolta lo vediamo ballare a suon di Ipod, con ciuffo alla Elvis e pantaloncini corti, decisamente una veste insolita per un attore dai panni solitamente piuttosto seri come quelli del bello impossibile o del cattivo affascinante; durante il film, però, il buffissimo Brad fa una fine a dir poco inspiegabile e diventa difficile arrivare ai titoli di coda senza il desiderio crescente di veder concludere cotanta banalità.
Quindi presonaggi senza spessore, comicità scarsa, prevedibile e mal dosata, intreccio narrativo insipido, climax inesistente, finale scontato, nel complesso un film piuttosto scarsino. Forse quello che ho apprezzato meno, tra quelli diretti dalla nota coppia di registi americana.
Tirando le somme,
parabola discendente per i nostri fratelli Coen, solitamente piuttosto bravi a cimentarsi in film pseudocomici, ma stavolta
- lo ripeto -
che delusione!
Titi
PS: per la cronaca, il mitico Acciughino ormai sfiora la soglia dei 400g.... piccoli bacarozzi pelosi crescono (
BE CONTINUED 
)
PIOVE... governo ladro 
Ecco un post autoriflessivo in modalità OFF.
Italia, cielo e la sottoscritta ultimamente stanno a guardare mentre piove.
E il bello è che per un giorno di sole, ne scontiamo due di pioggia. In tutti i sensi.
Non posso neanche rallegrarmi con una piacevole escursione sulle amate Apuane o passeggiate lungomare: piove.
E così, tra le voci di trasferimento a Roma o Milano, ovvero una delle ipotesi più gettonate qua in ufficio dopo la nomina del nuovo direttore e i recenti risultati elettorali (è un dato di fatto che - ogni qual volta la destra salga al potere - chieda al nostro Registro di trasferirsi a Roma o Milano... mica scemi: siamo il Dipartimento che fa entrare più soldi, grazie alla registrazione dei nomi a dominio
)

si aggiungono anche le voci del "toto-ministro":
chi ci toccherà alla Cultura? Bondi?
E all'ambiente? la Brambilla?
Scommetto che alla fine la Carfagna andrà alle pari opportunità..
o magari alla famiglia 
Perchè no.
E poi c'è lui, l'uomo che tutti ci "invidiano", che tornerà a guidare le redini dell'economia..
Tremonti.
Io ancora mi chiedo che cavolo ci sto facendo qui.
Sob

PS: ho provato a tirarmi su con un bel film horror, ma Turistas è stato terribile... uno dei film più scontati e prevedibili degli ultimi anni; quando è finito ho persino rivalutato Hostel... il che è tutto dire 
CHE FATICA..
Proprio così, che fatica.
Non riesco a credere che, per l'ennesima volta, io e l'Italia ci ritroviamo nella stessa, identica situazione.
Le elezioni sono ormai alle porte, io volutamente non ho aggiunto opinioni a riguardo nè qui, nè altrove, perchè penso che il panorama politico italiano ultimamente abbia già saturato gli animi di noi poveri cittadini abbastanza...
e perchè
- ancora una volta -
mi ritroverò a dover votare con sconforto.
I dubbi, personalmente, sono ancora tantissimi perchè nessuno degli esponenti presenti rispecchia ciò in cui credo, ciò che davvero vorrei per questo mio amato/odiato paese.
Mi rendo conto che chiunque salirà su quella poltrona, martedì, risolverà ben poco dei problemi che affliggono un po' tutti e per molto, moltissimo tempo ho avuto la grande, enorme, pungente tentazione di non votare. Oppure, di farlo fregandomene delle conseguenze e seguendo unicamente chi si avvicina un po' di più alla mia personalissima visione della società.
Sarebbe un mio diritto, lo so.
Ma la paura che tutto peggiori rovinosamente, che il malgoverno regni sovrano, che anche quel briciolo di "cultura" che questo paese nei secoli ha saputo produrre e coltivare, vengano spazzati via - definitivamente - premono sempre di più.
E così, dopo tanti rospi ingoiati, dopo tanta rabbia di fronte a Talk Show inutili e scontati, dopo tante dichiarazioni lette o sentite che hanno rivoltato ogni cellula del mio stomaco,
domenica andrò a votare.
Con disamore, un pizzico di amaro in bocca, e magari un sorsino di grappa (qualcuno ne ha un po' di quella alla Ruta?), come nei film americani quando il protagonista deve essere operato in condizioni improbabili, magari nel bel mezzo di una guerra, e se ne scola mezza bottiglia, intontito.
Buon weekend a tutti
Ivy
Ce la stanno proprio mettendo tutta a farmi odiare questo mio amato paese, a farmi sentire parte di una società sbagliata, fossile, marcia.
A spingermi a mollare tutto, baracca e burattini, ed emigrare
Ok, il lavoro è precario, il mio contratto a progetto c'è da oltre un anno, e me la cavo.
Ok, le coppie di fatto sono ancora - per la morale italiana - un attacco alla "famiglia", al "vero amore", non pretendo di stravolgere una società in poco.. ma si può ancora sperare.
Ok, i politici sono corrotti, ma noi abbiamo il "sole, il mare, il cibo buono" (non scorderò mai le parole pronunciate da Berlusconi in una seduta del Parlamento Europeo, quando rispose così alle critiche di un parlamentare..)
Ma leggere ciò che è accaduto all'Ospedale di Napoli è stato talmente vergognoso, che non riesco a trattenermi. Non riesco a crederci.
Provo rabbia, moltissima rabbia 
Vedo uomini, maschi, cattolici per lo più, parlare di "vita", di lotta "pro-life", pronunciare la parola "aborto" con passione e morale 
Berlusconi, Ferrara, il Papa, il cardinale Ruini..
devono essere davvero persone molto empatiche, altrimenti non si spiega come facciano a conoscere così bene cosa si provi a rimanere incinta e scoprire che il proprio feto è malato e condannato ad una vita di dolore, o cosa voglia dire rimanere incinta dopo una violenza carnale o peggio ancora proseguire una gravidanza quando viene diagnosticato il pericolo di vita per la madre stessa.
Ma sì,
torniamo al Medioevo, togliamo la possibilità alla donna (e al compagno che può avere vicino) di scegliere, consentiamo il ritorno dell'aborto clandestino, dei viaggi all'estero per "aggiustare tutto", permettiamo alle molte donne in condizioni disagiate, come le immigrate e quelle in ceti meno abbienti, di rischiare la vita sotto le mani di un abile "medico" improvvisato.
L'importante è salvare la vita.
Ma quale ?
Strumentalizzare così una tematica, isolandola dal contesto, utilizzandola per fini prettamente elettorali o propagandistici, è qualcosa di orrido, di malato.
Stiamo assistendo a fatti che rasentano i peggiori dei fondamentalismi.. e mi chiedo perchè.
Perchè tirare in ballo la questione dell'aborto proprio durante una campagna elettorale agli inizi e non durante una legislatura avviata?
Perchè parlare di un argomento tanto delicato adesso, che gli italiani hano BEN altro di più urgente e importante da risolvere?!
C'è gente che non arriva a fine mese.
C'è gente che non può pagarsi una singola rata del mutuo, che non ha una casa.
C'è gente che muore sul lavoro, siamo il paese europeo con più morti bianche.
La prostituzione, l'aborto, la criminalità: la società li conosce da sempre. Da quando esiste.
Probabilmente è pura utopia sperare di cancellarne ogni traccia, di eliminarli dalla faccia della terra, ma è giusto tendere verso questa meta, guardare a questo obiettivo, cercare di migliorare la vita degli individui che popolano questo pianeta.
E' per questo che esistono le leggi, che il "patto sociale" viene stipulato tra cittadini e stato: le leggi tutelano, semplificano, rispettano gli esseri umani, creano equità ed ordine.
Sono 30 anni che è stata introdotta la Legge 194 sull'aborto.
Dal 1982 ad oggi gli aborti sono calati del 44%.
L'Onu, nel 1968, stimava ben 1.200.000 aborti clandestini in Italia.
Nel 2006 ne sono contati contati 130.033.
Non mi sembra, quindi, che la scelta di poter abortire abbia peggiorato la situazione, spingendo milioni di donne a "buttar via" il proprio bambino.
Anzi.
E' così difficile immaginare che ci sono ben altri interventi che potrebbero ridurre ancora di più il numero di aborti, senza toccare la legge? Supporti economici alle classi sociali più emarginate, maggiore informazione, prevenzione, diffusione degli anticoncezionali, centri di assistenza.
Lo dico non come donna, ma come essere umano:

l'aborto in sè non è una decisione facile da prendere, è un atto complesso che coinvolge la sensibilità e la coscienza di ognuno di noi.
Ma finchè esiste nel nostro paese, anche solo una donna che a quella domanda abbia scelto dolorosamente la risposta "sì, sento di doverlo fare",
quella donna uno Stato Civile ha il DOVERE di tutelarla.
Ipse Dixit
"BORIS"
Immaginate una fiction televisiva italiana che giochi proprio sul rapporto tra finzione e realtà, che diventi una parodia di come - in Italia - il dietro le quinte sia esso stesso un set di intrecci tremendamente comici.
Immaginate poi che la sigla iniziale sia cantata da Elio e le Storie Tese (
), che tra il cast spicchino nomi come Pietro Sermonti e Caterina Guzzanti (
), che la sitcom in questione sia proprio la prima prodotta da Fox Channels Italia (e quindi visibile solo su Sky
) e che sia composta da ben 14 episodi, della durata di circa 20' minuti l'uno.
Mischiate il tutto
ed ecco a voi, Boris 
Finalmente una fiction italiana ben fatta, pronta a smascherare i retroscena dei set cinematografici di quelle decine e decine di produzioni mediocri che infestano la nostra tv: è sufficiente la visione dei primi 4 episodi, per ritrovarsi a fare delle sane grasse risate, come forse non accadeva da tempo.
I ritmi sono veloci, incalzanti, i personaggi ben caratterizzati nelle loro manifeste assurdità, persino lui - Boris appunto - ovvero il pesce rosso che accompagna la troupe durante tutte le riprese, ha un "ruolo" in tutto ciò.
E' una satira pungente, irresistibile e proprio in quanto tale, consente di cogliere i pregi e difetti della nostra televisione, di sviluppare senso critico e di imparare a scindere ciò che può avere un senso da ciò che non lo ha (ma va avanti unicamente basandosi sull'apparenza, sull'immagine).
La trama?
Nel Teatro 2 di Cinecittà la troupe al completo è trepidante ed ansiosa di iniziare le riprese di "Occhi del Cuore 2", la tipica e mielosa serie tv all'italiana. E' il primo giorno di riprese, con attori scadenti, una assistente arpia, una sceneggiatura inconsistente ed improbabile, budget ridotti all'osso e soprattutto lui, Ferretti, un regista ormai rassegnato alla produzione di cinema dozzinale che cerca di salvare il salvabile, accompagnato da uno stagista nuovo, un ragazzo i cui occhi vedranno per la prima volta ( e noi con lui) le dinamiche della creazione cinematografica italiana.
Le disavventure che accompagnano i personaggi dell'intera troupe iniziano già dal primo giorno, quando le discussioni tra attori e regista prendono piega.
Posologia e modi d'uso:
Si consiglia la visione di 3/4 episodi il giorno, possibilmente dopo il pasto serale, in compagnia di pochi amici ma buoni (con un massimo di 5).
Non superare le dosi consigliate.
Attenzione, un uso smodato può provocare dipendenza!

(good)Movie & (good)Porno
Allora, la mia riflessione è la seguente.
Tutto parte dal presupposto che adoro il cinema, mi piacciono i film d'autore, quelli di produzioni indipendenti, i cortomentraggi, insomma sono estremamente "onnivora" in ambito cinematografico e spazio moltissimo anche tra i "generi".
Alla fatidica domanda "film preferito?" piombo nel caos mentale e psicofisico più assoluto. Sono troppi... o meglio dipende... alcuni titoli lo sono stati, poi è trascorso del tempo (si sono modificati i miei gusti) ed ora non lo sono più... altri ancora mi hanno colpito per determinati aspetti...
Però, è vero anche che vi sono dei registi che apprezzo moltissimo e che più di una volta hanno saputo veramente emozionarmi, trasmettermi qualcosa (da Lynch a Von Trier, da Guillermo del Toro ad Amenabar, da Antonioni a Miike).
Alla luce di tutto ciò - quindi - mi rendo conto di quanto sia raro trovare nella cinematografia "ufficiale" o (perchè no) "d'autore", un film dove la sessualità ed il sesso siano non solo il soggetto principale, ma siano supportati anche da una regia accurata, da una buona sceneggiatura, da montaggio-colonna sonora validi e soprattutto dove la vicenda non trasudi banalità, la solita prevedibilità o - peggio ancora - noia.
I film così sono davvero rarissimi...pochi: quelli che ho adocchiato potrei contarli sulla punta delle dita.
Così su una sedia, mi vengono in mente Lucìa y el Sexo, di Julio Medem (già affermatosi con il bellissimo e surreale Tierra), oppure Nine songs, di Michael Winterbottom (di cui non scorderò mail il BELLISSIMO Codice 46), Shortbus, di J. Cameron Mitchell, forse forse anche Baise-Moi di Virginie Despentes (anche se quest'ultimo rispetto ai primi due già perde un po') e poi... il baratro.
Insomma, il mio appello è il seguente:
quali sono i film dove il sesso sia mostrato DAVVERO per quello che è nella vita (passione, violenza, amore, perversione etc etc), dove gli attori e le vicende ESISTANO, dove esista ANCHE una regia ed un montaggio, insomma qualcosa che possa essere definito "FILM" ?
Perchè alla fine quando le immagini di sesso sono molto esplicite come dicevo, tutto diventa automaticamente Porno: storia inesistente, minuti e minuti di primi piani sui soliti 2/3 particolari (che dopo 20 minuti diventano se non altro "prevedibili"
), regia-montaggio-colonna sonora optional sporadici ( e se c'è l'uno, manca l'altro ovviamente), "attori" improbabili.
E il porno (si vede che ho sbiriciato il blog di Schlitze poco fa!) siccome tende a non variare molto, dopo un po' o fa ridere, o annoia: troppo scontato
(anche perchè a pensarci bene, persino un "buon porno" credo sia non troppo comune).
Bando alle ciance:
A.A.A. bel film erotico, esplicito ma non banale, cercasi!
Doppia Cerimonia Mortale!

Pensavo ne sarei uscita traviata, e invece non è stato così.. anzi.
Ieri pomeriggio, uscita dall'ufficio, ho volato sulla mia speedy-bike come al solito: c'erano in ballo due banchetti di nozze, con i rispettivi matrimoni da festeggiare.
Quando ho varcato la soglia di casa per rinfrescarmi e sistemarmi un po', una delle frasi che più mi ronzava per la testa era "ma chi me l'ha fatto fare?!"
Temevo davvero di non sopravvivere ad un pomeriggio così, ma mi sbagliavo.
Quando siamo arrivati da Rachele e Niccolò (la prima coppia), l'atmosfera era calda e piacevole: loro hanno già due bellissimi bimbi, convivono da 5 anni e si sono sposati in Comune soprattutto per tutelare i bimbi (ma lo sapete che per lo Stato Italiano se una coppia ha dei figli e i due genitori non sposati vengono a mancare, i bimbi non vengono affidati automaticamente ai parenti più vicini - come nonni o zii - ma risultano "senza famiglia" e quindi gestibili dagli assistenti sociali??!
).
In tutto eravamo poco più di 30 persone, sparsi nel loro giardino a mangiucchiare cose buone e semplici (melone, cocomero, tramezzini, pizzettine ed una torta da BIS) e soprattutto i bimbi piccoli dei parenti più stretti (adoro i bimbi piccoli alle cerimonie.. scorrazzano ovunque, giocano e si tolgono gli abiti eleganti dopo 10 minuti). Insomma, non l'avrei mai creduto ma... sono stata BENE.
Rachele è davvero una "ganza" (come si dice qua a Pisa), non ha perso tempo in "fase bomboniera", "fase ufficiale dei regali" e altri must simili, ci ha accolti radiosa, con un vestitino di lino chiaro, i capelli raccolti, e il suo bel sorriso mentre il figlio più grande, Giovanni, si arrotolava nella casetta-gioco di plastica al'entrata: come non sentirsi subito a casa?
La cerimonia da quel che ho appreso è stata veloce, semplice, fatta solo con i parenti più intimi e la sposa è arrivata "all'altare" tenendo in braccio la piccolina, la nuova arrivata. Anche sulla torta erano scritti semplicemente i loro nomi, nessun "oggi sposi" o simili. "E' la festa di tutti e quattro", ha detto Rachele "per questo ho voluto solo i nostri nomi sulla torta".
Inutile dire che alle 7 dovevamo avviarci all'altro banchetto.. ma il tempo è volato e alle 8 eravamo sempre lì!
E poi? Al volo sulla Fi-Pi-LI e arrivo fulmineo a Firenze, dove il banchetto di Veronica e Phaappi era già in corso! La coppia in questione è sicuramente una delle più insolite che abbia mai visto: lui brasiliano, istruttore di Capoeira qua in Italia, lei fiorentina DOC, ma capoerista nel corpo e nell'anima.
Risultato? Quando siamo arrivati nella terrazza del locale abbiamo trovato decine e decine di giovani capoeristi in cerchio, con strumenti musicali brasiliani (per chi li conosce, i mitici Berimbau!) in mano e gli sposi ormai scalzi e parzialmente ancora agghindati che stavano giocando al centro, in una vera e propria RODA.
A seguire? Danze brasiliane, birra e vino a volontà e gli sposi che sono stati prelevati e portati direttamente a Pisa perchè l'aereo stanotte li catapultava in quel di Sicilia.
Conclusioni: Ho fatto tardissimo, sono tornata a casa distrutta, ma è stato un Doppio Matrimonio Mortale coi fiocchi

Auguri di cuore ai neosposini

Assurdità e bellezza hanno stretti rapporti l'una con l'altra.
-- Edward Morgan
Forster
Penelope Cruz

Courtney Love

Keira Knightley

Pamela Anderson:
Victoria Beckham:


Christina Ricci:


Calista Flockhart (Allie McBeal):

A tratti capita che - come Ovidio - io mi chieda: ma allora è vero che "Non ci sono donne fatali, ma maschi stupidi"?
