Facce da Precario
(l'ultima in basso a destra è la mia

)

Oltre il 60% dei lavoratori dell'aera ricerca di Pisa (CNR) è precario
(inclusa la sottoscritta dal 2006).
Si tratta di centinaia di collaboratori a progetto, ricercatori, contratti a tempo determinato, tutte persone che svolgono quotidianamente ricerca e servizi.
Il recente emenadamento AMMAZZA-PRECARI del gentil ministro Brunetta, intende annullare il processo di stabilizzazione del precariato pubblico in corso.
Se questo emendamento fosse approvato, più della metà delle persone che lavorano al CNR di Pisa rischiano di perdere il lavoro.
Credo fortemente che questo emendamento non risolva alcun problema, anzi, ne crei di nuovi:
i contratti atipici sono stati da sempre formulati e gestiti malamente dagli ultimi governi, quindi tagliare i fondi e ridurre le stabilizzazioni significa semplicemente uccidere la ricerca italiana. Un patrimonio culturale inestimabile. Non è questa la soluzione.
Per anni ricercatori, tecnici e personale amministrativo, ovvero i precari del CNR, hanno lavorato in condizioni difficilissime per far funzionare tutti i servizi attivati nell'area (ricordiamo che presso il CNR di Pisa troviamo assistenza sanitaria, analisi mediche, registrazione di tutti i domini italiani ".it" e quelli ".eu", etc etc)
Eccoci qua, volantini e striscioni alla mano, in fila per protesta, dopo aver appreso che l'emendamendamento è stato presentato alla camera.

Alcuni colleghi sono precari dal 1989, molti altri dal 1998.
Venti anni di contratti senza ferie, maternità, tutele, stipendi decorosi, malattia: il tutto svolgendo le stesse identiche mansioni di quei pochi fortunati che hanno un contratto regolare.
Una vergogna

Alle finestre del CNR abbiamo appeso delle bandiere nere, in segno di lutto.
La ricerca italiana è al capo linea.
Ivy
PS: caro Marco, hai fatto bene a lasciare questo postaccio.. qua le cose vanno sempre peggio. Anch'io sto valutando concretamente l'ipotesi di andare all'estero (ovvero appena scadrà il mio ennesimo contratto, a marzo). Non resta molto altro.
Da dove nasce il male?

Nel 1971 un gruppo di ricercatori americani decise di studiare il comportamento umano in situazioni estreme di suddivisione gerarchica di appartenenza.
L'equipe era diretta dal professor
Philip Zimbardo, docente presso la
Stanford University, seguace di alcune idee sul
comportamento sociale sviluppate dal francese
Gustave Le Bon.
L'esperimento consisteva nel suddividere 24 studenti volontari (selezionati dai docenti dopo alcuni test psicologici) in due gruppi, il primo con il ruolo di "guardie", il secondo con quello di "prigionieri".
Furono scelti esclusivamente componenti maschi, di ceto medio, tra i più equilibrati e maturi, persone che non avevano minimamente mostrato in passato segni di squilibrio, violenza o devianza.
Era vietata la violenza fisica, ma alle guardie era consentita la massima libertà per escogitare tecniche di controllo verso i prigionieri.
Le condizioni igienico-sanitarie all'interno della prigione erano state organizzate calcando quelle presenti in moltissime carceri statunitensi, quindi i capelli vennero rasati ai detenuti, venne concessa loro una uniforme numerata (i numeri erano l'unico segno di riconoscimento all'interno del carcere), uno spazio ridotto, una cella di isolamento per i più ribelli, un piccolo cortile per le ore "d'aria" quotidiane, una catena a una caviglia.
La durata prevista per l'esperimento era di 20 giorni; le prime ventiquattro ore trascorsero senza alcun imprevisto, ma il mattino seguente i prigionieri diedero atto ad una prima rivolta contro le guardie.
Questo episodio scatenò l'ira delle guardie, le quali - non potento usare la violenza nuda e cruda, come da contratto - iniziarono a reagire con tecniche psicologiche di umiliazione, vessazione e scherno, inasprendo i toni comunicativi all'interno del carcere.

Gli episodi di violenza psicologica si moltiplicarono a vista d'occhio, fu utilizzata la stanza di isolamento per i prigionieri più ribelli, furono istituiti lavori brutti ed avvilenti, sadismo e umiliazioni divennero aspetti quotidiani all'interno delle celle, sia tra guardie e prigionieri, che tra i prigionieri stessi.
Dopo trentasei ore un prigioniero dette segni di cedimento, iniziò ad avere crisi di pianto, d'ira, disturbi emotivi acuti, tra cui pensiero sconnesso e incontrollato.
La situazione che si era creata mostrava un inspiegabile e crescente sadismo da parte delle guardie (tra le quali una in particolare aveva assunto il ruolo di vero e proprio leader con potere decisionale) verso i prigionieri, con conseguente senso di spersonalizzazione e di alienazione tra i detenuti: tutti iniziarono a percepire quegli avvenimenti non più come un gioco, ma come reali.
Dopo soli cinque giorni gli abusi si erano moltiplicati e con essi i tentativi di fuga/ribellione da parte dei prigionieri: nel cuore della notte le guardie erano convinte di essere monitorate meno dai ricercatori ed iniziarono a commettere veri e proprie
violenze a carattere pornografico, per pura noia o sadismo.
L'esperimento venne interrotto il 20 Agosto 1971.
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Venerdì sera ho visto il film
The Experiment, uscito nel 2001 e diretto da
Oliver Hirschbiegel.
La prima parte della pellicola mostra piuttosto fedelmente gli avvenimenti verificatisi in occasione dell'esperimento carcerario di Stanford, aggiungendo però un finale assai più estremo di quello accaduto nella realtà.
Mi ha colpito molto riflettere sul fatto che ognuno di noi, anche la persona più mite e pacifica, messa in condizione di alienazione o di de-individuazione, possa sprigionare il male verso il prossimo non solo per mantenere controllo o gerarchia, ma anche e soprattutto per il piacere che tutto questo produce.
In alcuni contesti, l'essere umano fa qualcosa di assai insolito rispetto agli altri mammiferi: riversa il male volontariamente, senza motivo, per il puro gusto di farlo.
Il risultato è sempre lo stesso: l'annullamento dei più elementari diritti umani.
Per qualsiasi info sullo studio fatto in America, rimando al link
ufficiale dell'
Eperimento di Stanford, corredato anche di interessanti immagini e resoconti.
CHE FATICA..
Proprio così, che fatica.
Non riesco a credere che, per l'ennesima volta, io e l'Italia ci ritroviamo nella stessa, identica situazione.
Le elezioni sono ormai alle porte, io volutamente non ho aggiunto opinioni a riguardo nè qui, nè altrove, perchè penso che il panorama politico italiano ultimamente abbia già saturato gli animi di noi poveri cittadini abbastanza...
e perchè
- ancora una volta -
mi ritroverò a dover votare con sconforto.
I dubbi, personalmente, sono ancora tantissimi perchè nessuno degli esponenti presenti rispecchia ciò in cui credo, ciò che davvero vorrei per questo mio amato/odiato paese.
Mi rendo conto che chiunque salirà su quella poltrona, martedì, risolverà ben poco dei problemi che affliggono un po' tutti e per molto, moltissimo tempo ho avuto la grande, enorme, pungente tentazione di non votare. Oppure, di farlo fregandomene delle conseguenze e seguendo unicamente chi si avvicina un po' di più alla mia personalissima visione della società.
Sarebbe un mio diritto, lo so.
Ma la paura che tutto peggiori rovinosamente, che il malgoverno regni sovrano, che anche quel briciolo di "cultura" che questo paese nei secoli ha saputo produrre e coltivare, vengano spazzati via - definitivamente - premono sempre di più.
E così, dopo tanti rospi ingoiati, dopo tanta rabbia di fronte a Talk Show inutili e scontati, dopo tante dichiarazioni lette o sentite che hanno rivoltato ogni cellula del mio stomaco,
domenica andrò a votare.
Con disamore, un pizzico di amaro in bocca, e magari un sorsino di grappa (qualcuno ne ha un po' di quella alla Ruta?), come nei film americani quando il protagonista deve essere operato in condizioni improbabili, magari nel bel mezzo di una guerra, e se ne scola mezza bottiglia, intontito.
Buon weekend a tutti
Ivy
Ce la stanno proprio mettendo tutta a farmi odiare questo mio amato paese, a farmi sentire parte di una società sbagliata, fossile, marcia.
A spingermi a mollare tutto, baracca e burattini, ed emigrare
Ok, il lavoro è precario, il mio contratto a progetto c'è da oltre un anno, e me la cavo.
Ok, le coppie di fatto sono ancora - per la morale italiana - un attacco alla "famiglia", al "vero amore", non pretendo di stravolgere una società in poco.. ma si può ancora sperare.
Ok, i politici sono corrotti, ma noi abbiamo il "sole, il mare, il cibo buono" (non scorderò mai le parole pronunciate da Berlusconi in una seduta del Parlamento Europeo, quando rispose così alle critiche di un parlamentare..)
Ma leggere ciò che è accaduto all'Ospedale di Napoli è stato talmente vergognoso, che non riesco a trattenermi. Non riesco a crederci.
Provo rabbia, moltissima rabbia 
Vedo uomini, maschi, cattolici per lo più, parlare di "vita", di lotta "pro-life", pronunciare la parola "aborto" con passione e morale 
Berlusconi, Ferrara, il Papa, il cardinale Ruini..
devono essere davvero persone molto empatiche, altrimenti non si spiega come facciano a conoscere così bene cosa si provi a rimanere incinta e scoprire che il proprio feto è malato e condannato ad una vita di dolore, o cosa voglia dire rimanere incinta dopo una violenza carnale o peggio ancora proseguire una gravidanza quando viene diagnosticato il pericolo di vita per la madre stessa.
Ma sì,
torniamo al Medioevo, togliamo la possibilità alla donna (e al compagno che può avere vicino) di scegliere, consentiamo il ritorno dell'aborto clandestino, dei viaggi all'estero per "aggiustare tutto", permettiamo alle molte donne in condizioni disagiate, come le immigrate e quelle in ceti meno abbienti, di rischiare la vita sotto le mani di un abile "medico" improvvisato.
L'importante è salvare la vita.
Ma quale ?
Strumentalizzare così una tematica, isolandola dal contesto, utilizzandola per fini prettamente elettorali o propagandistici, è qualcosa di orrido, di malato.
Stiamo assistendo a fatti che rasentano i peggiori dei fondamentalismi.. e mi chiedo perchè.
Perchè tirare in ballo la questione dell'aborto proprio durante una campagna elettorale agli inizi e non durante una legislatura avviata?
Perchè parlare di un argomento tanto delicato adesso, che gli italiani hano BEN altro di più urgente e importante da risolvere?!
C'è gente che non arriva a fine mese.
C'è gente che non può pagarsi una singola rata del mutuo, che non ha una casa.
C'è gente che muore sul lavoro, siamo il paese europeo con più morti bianche.
La prostituzione, l'aborto, la criminalità: la società li conosce da sempre. Da quando esiste.
Probabilmente è pura utopia sperare di cancellarne ogni traccia, di eliminarli dalla faccia della terra, ma è giusto tendere verso questa meta, guardare a questo obiettivo, cercare di migliorare la vita degli individui che popolano questo pianeta.
E' per questo che esistono le leggi, che il "patto sociale" viene stipulato tra cittadini e stato: le leggi tutelano, semplificano, rispettano gli esseri umani, creano equità ed ordine.
Sono 30 anni che è stata introdotta la Legge 194 sull'aborto.
Dal 1982 ad oggi gli aborti sono calati del 44%.
L'Onu, nel 1968, stimava ben 1.200.000 aborti clandestini in Italia.
Nel 2006 ne sono contati contati 130.033.
Non mi sembra, quindi, che la scelta di poter abortire abbia peggiorato la situazione, spingendo milioni di donne a "buttar via" il proprio bambino.
Anzi.
E' così difficile immaginare che ci sono ben altri interventi che potrebbero ridurre ancora di più il numero di aborti, senza toccare la legge? Supporti economici alle classi sociali più emarginate, maggiore informazione, prevenzione, diffusione degli anticoncezionali, centri di assistenza.
Lo dico non come donna, ma come essere umano:

l'aborto in sè non è una decisione facile da prendere, è un atto complesso che coinvolge la sensibilità e la coscienza di ognuno di noi.
Ma finchè esiste nel nostro paese, anche solo una donna che a quella domanda abbia scelto dolorosamente la risposta "sì, sento di doverlo fare",
quella donna uno Stato Civile ha il DOVERE di tutelarla.
Ipse Dixit
Rabbia, rabbia e ancora rabbia
Ne ero venuta a conoscenza dopo l'articolo letto su La Repubblica, ma vederlo dal vivo non è stata una passeggiata.
Non voglio aggiungere troppo perchè credo che le immagini, le vittime e le prove raccolte, parlino da sole.
E' un filmato che è stato trasmesso in tutta Europa, eccetto l'Italia ovviamente.
Dura 38 minuti e per chi abbia poco tempo, consiglio di fermarsi un attimo e ascoltare con attenzione perchè non saranno sprecati

Per vedere? Basta cliccare su "Buona Visione", in fondo alla pagina 
Se prima lo credevo, ora ne sono certa:
- è "contronatura" dichiarare che un uomo non debba mai avere una compagna, dei figli, una vita sessuale normale: credo fortemente che ciò possa generare una frustrazione patologica, causa talvolta degli abusi emersi (che gran strana coincidenza il fatto che i preti protestanti, cui è concesso avere moglie e figli, non siano coinvolti in casi di pedofilia come quelli cattolici..)
- è aberrante che la Chiesa, saputi e documentati i crimini commessi, non abbia minimamente pensato alle vittime, ma solo a preservare "il silenzio".
- i preti, i vescovi, i cardinali e persino il papa sono ESSERI UMANI, pertanto - come loro stessi affermano - non sono esenti dall'errare e dal peccare. Si evince quindi che uno stupro commesso da un essere umano, sia esso prete, operaio, medico o magistrato, sia grave in ogni caso e quindi denunciabile e punibile ESATTAMENTE ALLO STESSO MODO.
- La Chiesa, proprio in quanto istituzione creata con l'intento di diffondere ideali primigeni di "carità" e "benevolenza", dovrebbe occuparsi di tutelare famiglia, poveri e meno fortunati in CONCRETO, chiedendo agli stati e ai loro governi di attuare piani di sussidio e supporto alle persone bisognose. NON rompere le balle con manifestazioni frutto di una politica demagogica per preservare ancora una volta "la faccia".
Hanno mai pensato, preti e cardinali, che proprio gli esponenti politici "cattolici" o di destra che tanto li appoggiano, sono i primi ad avere avuto divorzi, doppi matrimoni, separazioni o figli conviventi? Lo sanno vero, che i parlamentari dal '93, sono tutelati da agevolazioni sanitarie anche se conviventi?
Eppure non sono state mai fatte manifestazioni contro questi privilegi...strano... E allora perchè i comuni mortali non possono avere gli stessi diritti? Ma soprattutto, vi sembra che il resto d'Europa, dove i Pacs ci sono da anni, sia proprio tutto questo tripudio di perversione?! No perchè io in Francia, Spagna, Inghilterra e Belgio io ci sono stata... ma tutti questi "terribili family-gay rovina valori" francamente non li ho proprio visti. E anche la Danimarca, la Finlandia, la Germania, l'Irlanda, il Lussemburgo, i Paesi Bassi, il Portogallo, la Cecoslovacchia, la Svezia, l'Islanda, la Norvegia, la Svizzera non mi sembra proprio che abbiano avuto una devastazione della "famiglia", a causa delle regole che tutelano le unioni di fatto (non elenco anche tutti i paesi extraeuropei perchè credo che il messaggio sia già arrivato forte e chiaro).
BUONA VISIONE
PS: Ah, ora che ci penso una zona dove la perversione regna l'ho vista.. ma è Torre del Lago, a pochi minuti da Viareggio. Che strano.. in questa cattolica italia si temono le convivenze regolate e gestite dallo stato con norme e controlli, ma si accetta di avvallare la segretezza e il "pubblico-falso decoro". Cè qualcosa che non mi torna

2PS: una curiosità che sorge repentina.. ma se il Vaticano, Papa e company sono "rappresentanti/vicari di Dio in terra".. insomma, super-partes, ecco, allora perchè tutto 'sto po' po' di caciara l'hanno fatta solo in Italia?! Ehm, perchè il resto d'europa e molti paesi del mondo i Pacs ce li hanno... e non mi risulta che i preti abbiano indetto oceaniche family-manifestazioni anche in ognuno di questi posti.
Mah...
In questi giorni il mio buonumore e la mia solarità stanno raggiungendo livelli inimmaginabili...
insomma, mi sento serena (sebbene ricolma di cosa fare), allegra, carina (perchè no?
), positiva e propositiva soprattutto!
Anche stamattina, durante il prelievo del sangue, mi son sentita dire dal ragazzo pronto con la siringa in mano "se tutte le pazienti fossero giovani e sorridenti così..."
Merito forse dell'imminente cambio di casa?
Essì, credo proprio di sì.
Ma non solo.
Ho fatto una supplenza, come maestra di inglese, in due scuole elementari della mia città... i bimbi sono davvero un raggio di sole.
Oggi sistemando la mia cassettiera e realizzando la mole dei ciottolini che dovrò traslocare, ho ritrovato uno sfogo ironico che scrissi quasi di getto qualche mese fa..
quando ancora c'erano i mondiali..
Mi sono messa a ridere da sola... ed ho pensato di copia-incollare tutto nel mio blogghino..
Quindi...
et voilà
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Giugno 2006
In Italia ci son poche cose di cui esser sicuri e i testimoni di Geova che bussano la porta il sabato mattina sono una di queste: una certezza, un must.
Din Don!
Apro, signora sorridente con ebete sorridente a lato (di cui non mi è stato possibile identificare alcuna connotazione sessuale prevalente), in mano un’improbabile sacco contenente i volantini: capisco subito la situazione ma il corso di “accelerazione ed insistenza” che i testimoni fanno è veramente fantastico e ancor prima di proferire la fatidica frase “no grazie, non ci interessa”, mi ritrovo con un volantino in mano e con la signora e l’ebete che ripetono “mi raccomando venga, è una bella esperienza” vedrà!”
Niente da fare, hanno vinto loro, ancora una volta… chiudo la porta e osservo il volantino.
Ops.. ma cosa ho davanti ai miei occhi: è veramente una rara perla pubblicitaria!
Li avevo sempre stracciaci ancor prima di osservarli, ma è stato un grande errore, sono infatti un fantastico esempio di marketing pubblicitario religioso!
Andiamo nel dettaglio:
il titolo recita “Siete Cordialmente invitati all’assemblea di distretto dei testimoni di Geova”
[e qui mi immagino le donnine del quartiere di Cisanello di Pisa che passo passo, a braccetto portano i biscotti per il fatidico incontro. Ovviamente sbadiglio]
Subito sotto recita lo slogan “la liberazione è vicina” (Ok, non mi hanno definitivamente convinto né incuriosito anzi, già rido).
Poi ecco le efficaci immagini, quelle che dovrebbero convincere, secondo le regole del marketing, ognuna con un titolo.
Mamma con bambino, titolo “povertà”
Medico con paziente, titolo “Epidemie”
Due vigili con elmo blu davanti ad un muro, titolo “Disastri”
[qui sto iniziando a ridere proprio di gusto]
Volto il foglietto e vedo la 4° immagine invogliante esplicativa:
campo di calcio con tribuna e partita in corso
[qua la pancia comincia a far male e già mi immagino le donnine coi biscotti all’incontro che guardano la partita e tifano Totti urlando “La liberazione è vicina!”]
Un ultimo testo scritto avverte, piccolo piccolo, come un ossimoro, che le assemblee dei testimoni di geova dal titolo “la liberazione è vicina” si terranno in tutto il Mondo nel 2006-2007 (altro che mondiali, tzè!), specificando che “tutte le sessioni sono aperte al pubblico e non si fanno collette”
[sono piegata, mal di pancia, penso a tutte le donnine ottantenni del mondo, che escono con i biscotti, vanno all’incontro, guardano la partita e urlano “la liberazione è vicina!”]
Subito sotto l’elenco dei temi trattati durante la part.. ops, l’ incontro:
1) A quale autorità vi sottometterete? (davvero UN problemone toccante, universale, lo sento già mio)
2) Come avere una vita familiare felice (ah ecco cosa mi ricorda… “azienda leader nel settore ricerca ambosessi max 28 enni per felice carriera”)
3) In che modo i giovani possono resistere alle tentazioni (questa è dura… se mi levano le fragole sono una donna morta)
4) La liberazione mediante il regno di Dio è vicina [punto esclamativo cubitale]
Quindi ho deciso: il 7 luglio prendo i biscotti, non porto soldi (no colletta), preparo le trombette e vado a tifare con le nonnine testimoni di Geova di tutto il mondo e aspetto con fiducia: la liberazione del regno di Dio è vicina!
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Che poi a ripensarci bene.. la liberazione era davvero vicina..
2 giorni dopo, il 9 luglio, l'Italia ha vinto i mondiali
Ehhhhò
Titi
Passando di qua e riflettendo stranamente sull'evolversi delle religioni nel mondo,
ho pensato ad un parallelismo con il diverso modo di manifestarsi dell'amore umano verso il "figlio"...
Se ci pensiamo bene
l'amore della madre verso il figlio è forte e indissolubile per natura, è un amore corporeo, fisico, un legame che inizia (anche non volendo) dal proprio organismo e si estende fino alla sfera razionale-emotiva,
quello del padre invece matura diversamente, non ha un coinvolgimento fisico iniziale ma sono convinta che ne abbia da subito uno emotivo, intimo, mentale ed è anch'esso estremamente forte e indissolubile perchè "spirituale".

Il primo rappresenta in un certo senso la
potenza e la sapienza della natura, il secondo quelle dello spirito.
Chissà, forse è per
questo che l'amore padre/figlio è stato scelto nelle grandi religioni monoteiste (e non) per rappresentare il rapporto di
Dio con le sue creature, mentre le religioni più arcaiche, spesso associate a popoli organizzati ancora in micro gerarchie sociali semplici, scanditi dai ritmi e dai cicli naturali, si basano su
un culto della "Madre", e i loro sono essenzialmente culti della natura in tutte le
sue forme.

Ops...
ok ok....
come non detto, la coscienza fa TOC TOC...
torno a studiare la letteratura sudafricana del '900 
la tesi incombe
io soccombo

Titi
Deve esserci un arcano motivo a me ancora del tutto sconosciuto se, ogni qual volta io mangi della frutta girettando per la strada, le persone debbano osservarmi come fossi un'aliena...
Voglio dire, esco da mensa con amici, decido di gustarmi la peschina rossa e succosa fuori, su un muretto all'ombra..
sto da Dio, solicchio sopportabile, venticello, due risate con amici.
A qualche metro di distanza da me scorgo una signora, tombolotta, accaldata, che aspetta l'autobus: sbraita, si dimena, parla tra sè.. insomma, non sembra certo una con tutte le rotelle a posto.. ma la gente passa e non se la fila minimamente, nonostante le urla..
Poi ecco...ZAC! Tiro fuori la mia peschina, la addento contenta, è scrocchierella, dolce e rossa, come piace a me!
APRITI CIELO: tutti i passanti si girano, nemmeno stessi facendo uno spogliarello sadomaso (che per altro ho difficoltà anche ad immaginare in pieno centro
). Noto una curiosità latente ....
Ora spiegatemi, che cosa c'è di così "strano" nel veder qualcuno che si mangia della frutta?!Buffi però, questi piccoli gesti che "esulano" dalla normale esprissività occidentale e che destano qualche piccolo interesse in chi li scorge...
Come quando canticchio in bici, ad esempio.
O come quando batto le mani se sono felicissma per qualcosa e non riesco a controllarmi...
Mah!
Beh, comunque d'ora in avanti sappiate che se vedete una con un sacchettino di ciliege che se le gusta sorniona, potrei essere io.
Titi
Premettendo che al prossimo Referendum non mi periterò ad apporre la mia onorevole crocetta su di un bel NO, vorrei ricordare a tutti coloro che continuano a far propaganda per il Sì che questa parolina, in italiano, si scrive in due modi in base al significato che ha e che quando quello giusto è il senso di "approvazione" (in inglese "yes", in giapponese "hai" etc etc) lo si deve scrivere con la "ì" accentata e non con la "i" normale!
Lo dico perchè non è simpatico passare davanti ai cartelloni sparsi per la città (magari proprio davanti alle scuole) e leggere AN:"vota si".
Chissà.. forse hanno fatto un po' di confusione... e l'idea originaria era quella di invertire la formula... del tipo: "si vota"...
Titi
Pfiuh............ c'è speranza per tutti!
Deusanio - finalmente - finita.... sento con piacere " nell'aere....!
yuppi 